Esse - una comunità di Passioni

25 Aprile 2016 a Milano

Il popolo c'è, le nuove leve anche, è il partito unitario che manca.

Ieri ho partecipato per la prima volta alla manifestazione per l’Anniversario della Liberazione a Milano.
Armato di macchina fotografica, ho raggiunto per tempo Porta Venezia, storico punto di partenza delle grandi manifestazioni milanesi, pur non essendo alla prima manifestazione non ero certo preparato a quello che avrei visto. Così mentre scattavo una foto dietro l’altra (alcune le potete vedere nella galleria in testa all’articolo) mi sono trovato a ragionare su quello che stavo vedendo.
In piazza, anzi in strada, ho trovato infatti uno spaccato della sinistra italiana, presente passata e futura, che stimolava la riflessione:
La parte di testa del corteo era giustamente occupata dalle cariche istituzionali, dai diversi gonfaloni e da una non troppo folta rappresentanza del Partito Democratico; accanto al PD la delegazione della Brigata Ebraica e un gruppo di giovani con curiose giacche a vento gialle, più avanti durante la manifestazione capiremo che quello era un “servizio d’ordine” del PD messo lì per “difendere” dai contestatori proprio la Brigata Ebraica (Claudia Vago in un post su Facebook ha efficacemente sintetizzato il tutto).
Dietro al PD, chissà che loro non fossero il vero cuscinetto di protezione, veniva la delegazione di SEL con annesse le bandiere arancioni di Sinistra X Milano, molto più folta della delegazione PD, quella di SEL però vedeva, con giusta ragione, molti simpatizzanti sparsi per tutto il corteo.

Superato quindi il primo spezzone, in cui predominavano il bianco e il giallo (???) del PD l’osservatore casuale capiva di essere arrivato nel posto giusto, ad accoglierlo trovava infatti un lungo serpente colorato in cui il rosso bene si amalgamava con i colori delle tante realtà ospitate.
Percorrendo il lungo corteo, ed era veramente lungo, s’incontravano tutte le singole realtà della galassia “rossa”, compagni e compagne di ogni età portavano orgogliosi i colori e i simboli delle loro battaglie, magliette, bandiere, fazzoletti, nuovi e vecchi simboli e slogan fiorivano ovunque girassi l’obiettivo: Sinistra Italiana, Partito Comunista D’Italia, Rifondazione Comunista, Milano Bene Comune, Partito Comunista dei Lavoratori, Anarchici, Sinistra Critica, Lotta Continua, Il Manifesto, Emergency, No Tav, Centri Sociali LeonCavallo in testa, Unione degli Studenti, Migranti, Rappresentati di Rom e Sinti, Delegazioni Ucraine, Curde, Turche e di molte altre lotte e realtà. Migliaia e Migliaia di voci e di volti di ogni colore (dal rosa, un po’ pallido, di Russi e Ucraini al nero dei migranti centroafricani) riuniti insieme per rimarcare i valori universali di Libertà Giustizia e Uguaglianza per i quali i nostri partigiani hanno donato il sangue e troppo spesso la vita.
Tra coloro che mi hanno colpito troviamo un giovanissimo “Rom” che, incitato da un adulto, urlava in un microfono (probabilmente spento perché i suoi giovani polmoni erano più che sufficienti) “ora e sempre resistenza” e altri slogan storici. Scambiando due parole con l’adulto che lo incitava mi ha colpito una sua frase “Speriamo cresca Antifascista”.
Nella galleria trovate la foto di un compagno in sedia a rotelle motorizzata, alla mia richiesta di una fotografia, ha mostrato orgoglioso una falce e martello tatuata su una spalla sotto di essa l’immancabile sigla “PCI”. Ma ovviamente non era l’unico, lungo il corteo si incontravano molti anziani, il cui fisico ormai impediva di marciare per tutto il corteo, ma che trovano comunque, facendo spingere le loro carrozzine da compagni molto più giovani o trovando ospitalità sui diversi camion e furgoni che punteggiavano il corteo. Ecco quindi trovare un’arzilla vecchietta che, arrampicata su uno dei furgoncini che aprivano lo spezzone degli anarchici, si difendeva dal sole con ombrello a pois, orgogliosa degli sguardi tra lo stupito e l’ammirato che gli rivolgevano i giovani accanto a lei.

I giovani presenti al corteo meriterebbero forse dieci o quindici articoli diversi, troppo pochi infatti nei diversi spezzoni dei partiti, forse incapaci di capire il perché di tutte quelle single e quelle bandiere diverse. Si raggruppavano nello spezzone dei centri sociali e in quello riconducibile all’Unione degli Studenti. Sui loro volti, e spesso sulle loro magliette, leggevi la voglia di cambiare un mondo che li vorrebbe precari e sotto-pagati. Dalle loro gole vecchie e nuove canzoni accompagnavano la loro marcia, eccoli quindi passare dall’Internazionale, a “Vengo dalla Luna”, da “Bella Ciao” a Wake Up. Sui furgoncini che li precedevano ragazzi e ragazze della stessa età guidavano i cori o si cimentavano in freestyle.

È per loro che dobbiamo sbrigarci ad unire la Sinistra, che senso ha un corteo dove sono presenti 15 partiti / associazioni diverse? A molti di quei ragazzi non frega nulla delle scissioni del passato, vogliono qualcuno che parli con loro e che con loro costruisca un futuro in cui credere. Nei loro occhi leggi la medesima voglia di lottare dei loro nonni e bisnonni che un bel giorno si stufarono del mondo in cui vivevano e salirono sui monti. Come loro non hanno paura di lottare, come loro cantano “bisogna andar, a conquistare la rossa primavera” anche se aggiungono “Questa generazione non vi crede, Perché un futuro vero non si vede.” e “sono disposto a stare sotto, solamente quando fotto” giusto per rimarcare che loro ad una testa piegata preferiscono un pugno teso verso il cielo.

e allora…vogliamo sbrigarci o vogliamo perdere ancora del tempo?

Salvini, Trump, Hofer, Le Pen, mica aspettano noi.

Francesco Tornaboni

http://www.esseblog.it

Nato geek e Infoumano per vocazione, sono fermamente convinto che le cose diano il meglio di se quando mescolate tra loro. Appassionato in egual misura d'informatica, storia, letteratura e politica. Attualmente lavoro come project manager per una nota agenzia pubblicitaria milanese.

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