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25 aprile: solo una data in rosso sul calendario?

Breve riflessione sulla festa della Liberazione

di: Andrea Vecchiotti,

25 Apr 2016

Categorie: Eventi, Politica Interna

Sempre più spesso ascoltiamo i nostri politici parlare di “difesa dell’identità italiana”, ma ancora più spesso ascoltiamo che gli stessi vogliano abolire la celebrazione del 25 aprile, dimenticando che esso rappresenta il cuore dell’ “italianità”. Si perché non è difficile scorgere in filigrana alla Costituzione tutti quei valori social-comunisti, cristiani, liberlademocratici ma soprattutto antifascisti che hanno infiammato gli animi (e dovrebbero infiammare i nostri) dei compatriati partigiani. I duri anni della Resistenza non possono essere racchiusi in un troppo limitativo scontro ideologico/politico comunisti contro fascisti, perché sono, piuttosto, una spinta collettiva, trasversale ed eterogenea del popolo italiano verso la conquista della libertà. Eterogeneità che si rifletterà nei membri dell’Assemblea Costituente, in cui siederanno personalità con ideologie diametralmente opposte tra loro ma con un fine comune superiore ai vari particolarismi: donare all’Italia una colonna portante, la Costituzione appunto. La Resistenza è la nostra “rivoluzione francese”, perché nei 155 anni di Unità, mai si è conosciuta una battaglia che abbia saputo coinvolgere l’intero stivale, che sia riuscita ad unire sotto la stessa bandiera il popolo italiano, come la lotta per la liberazione dal regime nazi-fascista. La corsa verso la libertà non è figlia di un partito politico piuttosto che un altro, ma è un qualcosa che ogni essere umano ha dentro di sè. Quell’articolo 139 in chiusura della Costituzione è il frutto della voglia di non rinunciare più alla libertà, è l’eredità che le sofferenze partigiane ci hanno donato. E non si può inabissare la loro, anzi la nostra memoria, perché come diceva Calamandrei in un suo discorso: ” Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.

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