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Addio, compagno Reichlin

Si è spenta a Roma una delle ultime personalità storiche della sinistra italiana

di: giubaldassarri,

22 marzo 2017

Categorie: Politica Interna

Si è spento ieri sera, a Roma, lo storico dirigente del Partito Comunista Italiano, Alfredo Reichlin.

Noto per la sua storia politica per, è stato uno degli ultimi testimoni della stagione politica del “Partito nuovo” di Togliatti. Anche i più giovani hanno potuto conoscerlo negli ultimi mesi, come autorevole commentatore della sinistra italiana. Mai polemico, sempre utile, come usava fare quando la politica era una cosa seria.

Nato a Barletta il 26 maggio 1925, si trasferì a Roma giovanissimo con la famiglia. Nella capitale ha studiato e vissuto la sua adolescenza e la sua scelta di partigianeria durante la guerra: quella di resistere. Fece parte dei Gruppi di Azione Patriottica romani, attività per la quale fu arrestato nel 1944.

Iscritto al PCI fin dal 1946, ha fatto parte di quel gruppo di giovani brillanti (fra i quali Pietro Ingrao) che gravitavano attorno a Togliatti e alla redazione che fece de “L’Unità” un quotidiano moderno. Divenne vice-direttore dell’organo ufficiale del Partito nel 1956. A tal proposito ha ricordato recentemente la spinta innovatrice voluta da “il Migliore”: «fare dell’organo del Pci un grande giornale popolare moderno sia nel senso della diffusione di massa che della capacità di dare conto di tutti gli aspetti della vita sociale: dalla politica alla cultura, dalle cronache cittadine, compresa la cronaca nera, lo sport, le corrispondenze internazionali. Il modello a cui dovete guardare –ci diceva [ Togliatti, NdA]- è il Corriere della Sera, non è la Pravda né l’Avanti delle vignette di Scalarini contro i padroni. Noi non abbiamo bisogno di un bollettino di partito né di uno strumento solo di agitazione. Noi vogliamo far crescere una nuova classe dirigente e questa non si forma se non conosce il mondo per quello che è».

Nel 1958 divenne direttore de “L’Unità”, poi segretario regionale del PCI in Puglia e nel 1968 fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati. E’ stato sempre reputato membro della “sinistra ingraiana”, almeno fin quando non ha sostenuto la “svolta” di Occhetto, rimanendo nel gorgo del PDS e delle sue successive trasformazioni.

Negli ultimi anni ha scritto molto, coniando quel termine “Partito della Nazione”, fatto proprio dalla narrazione renziana, stravolgendone il significato. A tal proposito ha scritto poche settimane fa, proprio dalle colonne dell’organo ufficiale del Partito Democratico: «Non sarà una logica oligarchica a salvare l’Italia. È il popolo che dirà la parola decisiva. Questa è la riforma delle riforme che Renzi non sa fare. La sinistra rischia di restare sotto le macerie. Non possiamo consentirlo. Non si tratta di un interesse di parte ma della tenuta del sistema democratico e della possibilità che questo resti aperto, agibile dalle nuove generazioni. Quando parlai del Pd come di un «Partito della nazione» intendevo proprio questo, ma le mie parole sono state piegate nel loro contrario: il «Partito della nazione» è diventato uno strumento per l’occupazione del potere, un ombrello per trasformismi di ogni genere. Derubato del significato di ciò che dicevo, ho preferito tacere».

Prevalentemente dalle colonne de “L’Unità”, ma anche da altre testate ed alcune pubblicazioni, ha poi costantemente cercato di consigliare i principali attori politici della sinistra italiana, che, come provano le dimostrazioni di stima espresse nelle ultime ore, quanto meno hanno mostrato rispetto per questa importante figura di economista, giornalista, politico, comunista italiano.

Salutiamo con affetto il compagno Alfredo Reichlin, stato uno dei padri di questa larga e disorientata sinistra italiana che, in mezzo a tanta smania di “nuovismo”è stato ancora fra i pochi ad insegnarci qualcosa di positivo, un tentativo di curare la nostra cecità.

Cogliamo l’occasione per porgere le più sentite condoglianze a tutta la famiglia Reichlin.

giubaldassarri

Studente, capogruppo di maggioranza per il Comune di Piteglio (PT) dal 2014 al 2017.

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