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Amministrative: La nuova Sinistra e la necessità di governare

Riflessioni "a caldo" sul voto del 5 giugno

Quasi un miliardo di miliardi al giorno di parole dette, ipotesi improvvisate, indicazioni da social network, amicizie finite ed analisi differenti eppure oggi, la tornata amministrativa, ci restituisce una fotografia molto diversa dalle aspettative dei più.
Con un’astensione su base nazionale che in media si aggira intorno al 40%, il, più o meno, 5% nazionale dei candidati di Sinistra, ci racconta condizioni di partenza per il partito che verrà, davvero poco confortanti per il futuro.
Meno di 3 italiani su cento ci scelgono per farsi rappresentare,  compresi quelli che oramai restano a casa.
Ancora in meno percepiscono in modo chiaro e comprensibile la nostra appena arrangiata proposta politica nazionale e i nostri leader improvvisati.
Certo, per il nuovo partito democratico nazionale di Renzi non è una bella tornata elettorale, che paga senz’altro a carissimo prezzo l’indigeribile accordo con Verdini e co e la nuova identità neoliberista. In tanti si accontenteranno di esultare per questo.
E nel buio della mera testimonianza, spesso insufficiente anche al solo diritto di tribuna, decine di candidature in tutta italia diverse tra loro e quasi tutte foriere di risultati poco confortanti ampiamente sotto il 10%.
Autorevoli oppure autoimposte, costruite in molti casi per distanza e opposizione al partito democratico, spesso con programmi ed alleanze improvvisate all’ultimo momento o altrettanto spesso frutto di scelte pattizie e autoreferenziali, molte candidature hanno sbattuto contro la realtà delle cose.
In mezzo a questo buio, a sinistra, brillano due fari. Ma Zedda e De Magistris hanno ben poco in comune.
Profili, stile, linguaggio, tempra, cultura politica e prospettive, tutto tra i due è così differente, opposto e diametrale.
Ma entrambi identificano un profilo preciso, che è lo stesso che probabilmente avrebbe incarnato una ricandidatura di Pisapia. Quella di un sindaco di sinistra che ha dimostrato sul campo le proprie capacità e intenzioni a tutta la sua città e a tutta la sua comunità.
La credibilità dei propri programmi  e l’assoluta affidabilità nel provare a mantenere gli impegni presi.
Radicalità, cultura e capacità di governo. Rapporto con la propria comunità e conoscenza quotidiana, sempre seguite da un impegno costante per i più deboli e emarginati .
Il dato sotto la media dei cinque stelle a Napoli e Cagliari è il sintomo concreto di un’assioma semplice ed efficace.
L’alternativa alla cattiva politica non è l’antipolitica, ma la politica Buona.
Per questo, la cultura di governo e l’impegno a sfidare davvero tra i cittadini, le altre forze politiche su come cambiare le cose, è l’unico orizzonte possibile per la sinistra che verrà.
È dalla costruzione di una convivenza di queste due culture politiche di governo e dalla comprensione approfondita dei fenomeni amministrativi di Zedda e De Magistris,  che la Sinistra può trarre un insegnamento da queste amministrative, per il futuro.
Altro che costruire un partito di opposizione, a Renzi o a chiunque altro. La Sinistra, nuova, innovata, credibile ed efficace, si costruisce governando, avanzando proposte chiare e cambiando concretamente la vita delle persone. Ricordandoci sempre che Sinistra Italiana non ha partecipato a questa tornata amministrativa, perché nei fatti, se non nasce e vive nella società, ancora non esiste. Invece, nel pieno rispetto dell’impegno profuso dai tantissimi compagni che si sono messi in gioco in queste elezioni, dobbiamo  chiederci se non sarebbe giusto ripensare e comprendere meglio quale possa essere davvero il nuovo punto di partenza per Sinistra Italiana. Non tutto è perduto, ma è evidente che per noi, oggi è il giorno zero.

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