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Il BioTestamento è legge dello Stato

Il Senato finalmente approva una legge attesa da anni

Finalmente il BioTestamento è stato approvato dal Senato.
Sulla mia bacheca Facebook compaiono numerosissimi articoli a riguardo. Ne apro diversi, tra cui uno del sito “TGcom24”. Sulla destra, ce n’è un altro. E’ incentrato sul processo a Marco Cappato, esponente del Partito Radicale. Ha accompagnato in Svizzera un uomo a morire, sfinito dalle sofferenze provocate dalla condizioni in cui è costretto a vivere dopo un gravissimo incidente.

Ecco l’articolo in questione.

“Lo scorso 8 Novembre ha avuto inizio, davanti alla Corte d’Assise di Milano, il processo a Marco Cappato, leader dell’associazione Luca Coscioni, imputato per il reato di aiuto al suicidio per la morte di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo.
Rimasto gravemente disabile in seguito ad un incidente avvenuto nel 2014 che lo aveva reso cieco e tetraplegico, Dj Fabo aveva espresso il desiderio di morire rivolgendo persino un appello al Presidente della Repubblica, rimasto inascoltato.
Alla fine è stato Cappato ad accompagnarlo in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito: una decisione che potrebbe costargli dodici anni di carcere.
Con gli occhi gonfi di lacrime, non solo la madre e la fidanzata di Dj Fabo, ma anche la pm Tiziana Siciliano e il pubblico presente, hanno guardato le immagini del filmato de Le Iene, nel quale viene mostrato in agonia durante una crisi respiratoria.
«Andrò via col sorriso perché vivo nel dolore», sono alcune delle parole dette da Fabo nel video”.

 

Guardo anch’io il filmato. Impossibile non commuoversi. E’ struggente.

Ad un certo punto un commento all’articolo attira la mia attenzione.

Cappato va condannato e deve espiare la pena in carcere, la vita è sacra e la toglie e la dà solo Dio, non Cappato. Punirlo per educarlo”, firmato ‘Calibro73’.

Riprovevole.

Mi preparo a controbattere, ma fortunatamente qualcun altro, indignato come me, ha già prontamente replicato: “Ma che vita è vivere da tetraplegico e cieco? Ma tu sai cosa vuol dire? Hai visto che cosa è stata la ‘non vita’ di questa persona o parli sono per partito preso?”

Qualcun altro si chiede perché, se fosse dipeso da ‘sto ‘calibro’, avrebbe fatto continuare a soffrire Dj Fabo. “E’ restato in vita per mano dell’uomo, non di Dio. Ciò, secondo Lei, è cura o accanimento terapeutico?

Qualcun altro ancora: “Sig. o Sig.ra Calibro 73, anziché scrivere queste pure cattiverie (per non chiamarle in modo più volgare) perché non provi ad accendere il cervello prima di parlare?”.

La più bella risposta da dare a ‘Calibro73’ secondo me? Questa foto.

Le emozioni contenute in questo scatto valgono 1000 parole. La commozione visibile dei rappresentanti e delle rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni (appunto presenti in tribuna, nell’aula del Senato, nel momento della votazione finale) è così intensa e palpabile da non poter lasciare indifferenti, se ci si definisce umani.

Oltre alle lacrime di Emma Bonino e degli altri astanti, spicca il sorriso di Mina Welby, vedova di Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare e morto 11 anni fa.

La conobbi nel 2012 durante una delle presentazioni, organizzate in tutta Italia, del libro ‘Liberi di morire’ di Carlo Troilo, a cui lei ha partecipato.

Questo libro traccia un quadro molto ampio sul tema del testamento biologico e dell’eutanasia nel mondo, dei dibattiti provocati nei maggiori Paesi europei da vicende simili a quelle di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro“, dichiararono in una nota diffusa ai tempi.

La nostra arretratezza nel campo dei Diritti Civili rispetto agli altri Paesi europei potrebbe essere data dal rapporto anomalo tra Chiesa e Stato. Questo pamphlet è un’agenda laica sui diritti negati“.
La nota terminò pressoché così: “La diffusione dell’eutanasia clandestina e i numerosi suicidi dei malati terminali renderebbero auspicabile anche in Italia l’attuazione di una legislazione seria“.

Finalmente un passo importantissimo in tal senso è stato fatto. Se fossi stata lì, seduta accanto a loro oppure con Marco Cappato e gli altri dell’associazione al presidio organizzato in piazza Montecitorio, mi sarei commossa anch’io.

Visibilmente soddisfatta, Mina ha dichiarato: “E’ una bellissima giornata. Se una persona vuole interrompere la ventilazione e la nutrizione o non vuole essere sottoposta a nessuna delle due procedure fin dal principio, non sta rifiutando la vita. Sono sicura che anche chi ha votato contro nel profondo del cuore approva la legge”.
Inutili sono state le vaneggianti dichiarazioni fatte in aula dai vari Giovanardi. Ai presunti “veri difensori della vita” come loro, sprovvisti di ragionevolezza, compassione ed empatia, bisognerebbe ricordare cosa disse Giovanni Paolo II durante la sua agonia: “Lasciatemi tornare alla casa del Padre” oppure quanto ha dichiarato Papa Francesco il mese scorso: “Può essere moralmente lecito rinunciare a delle cure o sospenderle”.

L’iter è stato lungo e, soprattutto, supportato da moltissime persone. Lo scorso martedì 5 Dicembre l’associazione Luca Coscioni ha consegnato al Presidente del Senato Pietro Grasso quasi 30.000 mila firme a supporto dell’appello promulgato da Dj Fabo per una celere approvazione della legge.

In tutto sono state raccolte quasi 300.000 firme a sostegno della legge.

Soddisfatto anche Beppino Englaro, la cui figlia, Eluana, rimasta in stato vegetativo per quasi vent’anni, in vita si dichiarò contraria all’accanimento terapeutico: “Non dovrà esserci mai più una tragedia nella tragedia come quella di Eluana: questo è un giorno importante per i diritti e le libertà di tutti, una svolta di civiltà del nostro Paese”.

Come riporta la pagina Wikipedia ad ella dedicata, “avendo appreso di un gravissimo incidente stradale che aveva coinvolto un amico rimasto in coma, Eluana aveva dichiarato che sarebbe stato preferibile morire anziché sopravvivere privi di coscienza e volontà e completamente dipendenti dalle cure altrui, ammettendo anche di aver pregato perché l’amico si spegnesse senza ulteriori sofferenze ed umiliazioni. In un’altra occasione, commentando un analogo episodio che aveva coinvolto un compagno di scuola morto in un incidente di moto, disse: ‘Nella disgrazia è stato fortunato a morire subito’. Proprio discutendo in famiglia della tragedia capitata all’amico, la giovane dichiarò che avrebbe preferito la morte rispetto ad una sopravvivenza in quelle condizioni ed aveva ripetutamente chiesto loro di non permettere mai che qualcosa del genere le capitasse”.

Unanime il plauso della maggioranza politica trasversale grazie a cui la legge è stata approvata.
Per il presidente del Senato Pietro Grasso questa legge incide profondamente sulla vita dei cittadini”.
Secondo Laura Boldrini d’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha definito questo provvedimento come “un passo avanti per la dignità della persona”.

Matteo Renzi, Segretario del Partito Democratico, si è così espresso: “L’impegno adesso è accompagnare con cura e amore chi vive la malattia. Accogliere, prendersi cura, accudire. E rispettare la libertà, sempre”.
Una inedita Paola Taverna, senatrice del Movimento Cinque Stelle, commossa ha dichiarato: “Il Parlamento di questa aberrante legislatura potrà riprendersi il merito e l’orgoglio di aver consegnato una pagina di civiltà al suo Paese”.

Per una volta, hanno tutti (tranne i vari Giovanardi sopra menzionati) messo da parte le diatribe politiche in nome dei cittadini.

La vita è piacevole. La morte è pacifica. E’ la transizione a creare dei problemi”, secondo Isaac Asimov.

Ebbene, grazie a questa legge molti malati terminali riusciranno ad alleviare lo strazio infinito della transizione, del passaggio verso, come direbbe Francesco d’Assisi, “sorella Morte”.

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