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Un contratto vincolante per gli attivisti cinque stelle

al servizio del capo e non dei cittadini

di: Luigi Nappi,

20 Dicembre 2016

Categorie: Italia, Politica Interna

Se ne parlava già da giorni, oggi la certezza, sulla Stampa il giornalista Jacopo Jacoboni e sul sito web dell’ On. Cirinnà del partito Democratico hanno pubblicato il testo di un “contratto” riguardante i candidati del Movimento 5 Stelle al comune di Roma. Ancora più agghiacciante è la condizione per cui chi sarà eletto si impegna a versare 150 mila euro al Movimento nel caso in cui Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio gli contestino un “danno di immagine” al movimento. Dieci punti da rispettare previa sottoscrizione e in caso di non osservanza, ci sono immancabilmente le sanzioni.
Al punto 1, vengono dettate le linee guida riguardante la campagna elettorale, ed è specificato che i candidati, destinano i loro finanziamenti elettorali personali, senza se e senza ma. Ciò vale a dire che il movimento cinque stelle decide se il candidato può percepire un finanziamento oppure no

Al punto 4 sono stabilite le regole della campagna comunicativa “la costituzione dello staff della comunicazione, delle strutture di diretta collaborazione politica degli eletti, sarà definita da Beppe Grillo e da Gianroberto Casaleggio in termini di organizzazione, strumenti e scelta dei membri”. Pertanto è chiaro che all’interno del movimento non c’è nessuna discussione interna ma solo due teste che decidono per tutti.

Al punto 9, sono elencate una serie di sanzioni “il sindaco, ciascun assessore o consigliere assumono l’incarico etico di dimettersi qualora sia ritenuto inadempiente al presente codice con decisione assunta” ovviamente “da Beppe Grillo o Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti M5S mediante consultazione online”.

Al punto 10 è specificato che “ciascun candidato si dichiara consapevole che la violazione di detti principi (dieci punti), comporta l’impegno etico alle dimissioni dell’eletto dalla carica ricoperta e/o il ritiro dell’uso del simbolo e l’espulsione dal movimento cinque stelle e che pertanto a seguito di una eventuale violazione di quanto contenuto nel presente Codice, il M5S subirà un grave danno alla propria immagine, che in relazione all’importanza della competizione elettorale, si quantifica in 150.000,00 euro. Il candidato accetta espressamente la predetta quantificazione del danno … e si impegna al versamento del predetto importo”.
Dunque, i cattedratici di dottrine giuridiche ci dicono che il contratto è un accordo tra le parti, un negozio giuridico; la politica, invece, francamente è un’altra cosa. Per gente come noi, la parola politica non è solo un dato lessicale, ma un processo di radicamento profondo territorio per territorio. Tutto ciò vale a dire condividere e radicarsi nelle concrete realtà locali, e sulle questioni specifiche per garantire proposte concrete e condivisibili; vale a dire discutere, partecipare, condividere; significa mettere al centro di ogni dibattito politico l’umano. Il Movimento cinque stelle preferisce il vincolo del contratto, un’agghiacciante trovata che nega ogni forma di partecipazione partitica: o firmi e accetti, o te ne vai !

Da questo vincolo, è chiaro che nessun candidato dei cinque stelle avrà mai potere decisionale, bensì sarà solo un “numero” nelle mani di chi per loro decide per loro e che ovviamente, non si assume le responsabilità. Purtroppo Roma continua a non essere amministrata e purtroppo, oltre i contratti, e le imposizioni verticistiche dal web, la sindaca Raggi ancora non riesce a formare una giunta comunale degna di una capitale. Il caso Marra è l’esempio lampate di una deriva improduttiva e inconcludente, pertanto sarà la giustizia a fare chiarezza ma non è solo l’unico dei problemi.

Secondo On. Cirinnà del Partito Democratico “sussistono, quindi, a nostro parere tutti gli elementi non solo perché il tribunale dichiari la nullità del contratto, ma anche per la dichiarazione di ineleggibilità della stessa Raggi, che a questo punto farebbe meglio a lasciare volontariamente la poltrona prima che a costringerla sia una sentenza”.
Una situazione arida che nega ogni forma di partecipazione democratica, una spersonalizzazione della politica che gioca a far la voce grossa, incattivita, sempre più propensa al rispetto delle regole del pensiero unico. Nel frattempo i problemi rimangono, i dubbi pure. In questa giornata di pioggia, Roma non può essere tanto diversa da quella città immagina dello straordinario film “Non ci resta che piangere”.

Luigi Nappi

Sono nato nel 1985 a Nola, una cittadina della provincia napoletana, territorio vittima della camorra e dallo scellerato inquinamento ambientale definito "terra dei fuochi". Per questo ho scelto di lottare per una realtà diversa, a partire dalla realtà stessa. Scelsi di militare nel partito della rifondazione comunista e per circa dieci anni, ho intrapreso battaglie molto dure in un territorio molto complicato, in difesa del lavoro, a sostegno della legalità, a tutela dell' ambiente e dei beni comuni. Attualmente, insieme a tanti compagni, abbiamo dato vita ad un associazione politica culturale chiamata FRASTUONO, per la crescita del paese verso uno sviluppo armonico, sociale, culturale e morale. Seguo, con interesse i lavori costituenti per un partito della sinistra alternativa, conscio del fatto che essere comunisti e di sinistra è sempre stato difficile, oggi più che mai.

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