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Cultura, unico mezzo per sconfiggere le mafie

Le parole della madre di Peppino devono servire da insegnamento

di: FedericoAmalfa,

21 marzo 2017

Categorie: Cultura, Italia, Politica Interna

“La mafia si combatte con la pistola ma con la cultura”. Queste sono parole non di un’eroina, non di una rivoluzionaria ,a di una donna, di una mamma. Una mamma che ha subito la peggiore tragedia che una madre possa subire, la perdita di un figlio, dilaniato dal tritolo vicino ad una ferrovia e dimenticato per molti, troppi, anni. Un figlio considerato per anni un suicida o, peggio, un terrorista per aver avuto la sola colpa di morire il 9 Maggio 1978 . queste sono le parole e l’insegnamento di Felicia Impastato, la madre di un eroe siciliano dell’antimafia, un compagno ed un giornalista morto troppo presto per mani di un sistema, di una terra che la mafia non l’ha tollerata, non l’ha accettata, l’ha voluta.
 
Le parole della madre di Peppino devono servire da insegnamento a tutti noi, perché sino a quando non riusciremo a spiegare, insegnare e capire che la mafia non la combattono solo le forze dell’ordine, non la combattono solo i magistrati che rischiano la vita ogni giorno saremo destinati, nell’infinita lotta contro tutte le mafie, ad essere sconfitti, a chinare la testa ad un sistema che sembra non morire mai.
 
Saremo destinati a perderla questa lotta sino a quando non capiremo che mafia non è solo in Sicilia, che la camorra non è solo in Campania, che la ndrangheta non è solo in Calabria, che la Sacra Corona Unita non è solo in puglia ma che le mafie sono ovunque, sono in Sud America, da dove importano le droghe pesanti, sono in Albania poiché lì comprano la marijuana, sono negli Stati Uniti, sono nell’Italia settentrionale più profonda. L’unico mezzo che ci resta per combattere le mafie resta estirpare, a partire dal nostro piccolo, tutti quei comportamenti mafiosi o pseudo tali che, da sempre, caratterizzano la nostra società. La mafia si combatte tutti i giorni non facendo spese nei negozi gestiti dai mafiosi o non frequentando i locali che pagano il pizzo.
 
Le mafie vivono di stato, sopravvivono solo se le istituzioni glielo permettono, proliferando là dove l’omertà e la paura la fanno da padrone.
 
La mafia si combatte anche ricordando che ci sono morti di mafia e vittime della mafia. Non dimenticando mai che Salvo Lima non è Giovanni Falcone, tenendo ben impresso nella memoria che c’è qualcuno morto da eroe per sconfiggere la mafia e qualcun altro morto perché colluso ma non abbastanza.
 
Sconfiggeremo tutte le mafie solo non dimenticando mai gli eroi che muoiono e vivono per combattendo quella che Peppino Impastato definiva “una montagna di merda” poiché “tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”.

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