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Fertility day: per la famiglia servirebbe ben altro

Una sinistra seria non può limitarsi alla critica

Da un mesetto impazza la campagna becera, per la quale la Ministra Lorenzin dovrebbe dimettersi, del fertility day. Il giorno della fertilità che dovrebbe incoraggiare le coppie a procreare.

Non voglio entrare nel merito della campagna, sulla quale già tanto si è detto, ma piuttosto soffermarmi sul problema serio che abbiamo di fronte: siamo in un calo oggettivo delle natalità e di fronte ad un invecchiamento della popolazione, cosa che preoccupa tutti gli statisti in Europa. Se ciò è vero, allora è chiaro che serve attuare delle serie politiche per invertire questa tendenza: una sinistra seria non può limitarsi alla critica e all’organizzazione di momenti satirici contro la scellerata campagna della Lorenzin, ma ha il dovere di mettere in campo una serie di proposte serie e concrete.

Per incentivare la nascita di nuove famiglie servirebbero:

1) Un piano del lavoro, per la piena e buona occupazione.
2) Una serie di investimenti su asili, sanità, trasporti pubblici, perchè solo così si dà davvero la possibilità di non dover scioglere un nucleo familiare dopo poco che lo si è creato.
3) Un reddito di dignità per tutti, legato a percorsi di formazione per l’inserimento nel mercato del lavoro.
4) Una serie di interventi sul diritto all’abitare, tesi a valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato.
5) Forti investimenti sul diritto allo studio, perchè le famigle numerose, spesso povere, non possono permettersi di pagare gli studi ai figli.

Già solo per questi punti, si dovrebbe intraprendere un’inversione di tendenza radicale in materia di politica economica, rispetto all’austerità e al modello neoliberista fin qui seguito. E’ un fatto non un opinione: dal 1991 ad oggi, ovvero da quando si è progressivamente abbandonato il compromesso sociale basato sulla Costituzione e ci si è inchinati al dettame del neoliberismo le famiglie create si sono ridotte del quindici per cento mentre la natalità è progressivamente diminuita fino ad arrivare al dato drammatico di oggi in cui la nostra popolazione è una delle più anziane di Europa. Se si facessero queste politiche, il fertility day e altre amenità non sarebbero necessarie, non sarebbe necessario prendere in giro centinaia di giovani che una famiglia vogliono crearsela, ma che non possono farlo perchè vivono in un paese in cui il 55% della ricchezza sta nelle mani del 10% della popolazione.

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