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Futura

Riflessioni sulla gravidanza surrogata

di: Valentina Flammia,

5 Mar 2016

Categorie: Cultura, Diritti, Scienza, Società

Maternità surrogata, utero in affitto, gravidanza conto terzi, atto d’altruismo, mercificazione delle corpo delle donne, crimine contro l’umanità, togliere una madre a un bambino. Fare un figlio è un diritto? Perché non ne adottano uno tra tanti negli orfanatrofi?

Non ho figli, non so se ne farò, e se eventualmente ricorrerei a questa possibilità. Di certo, qualora la donna che dovesse offrirsi per farmi questo immenso dono non fosse economicamente agiata, farei di tutto per far si che almeno in quei nove mesi conducesse una beata e serena maternità, anche dandole parecchi soldi pertanto di certo lei guadagna e io pago, ma io sono molto interessata a pagarla bene. Ricchi che sfruttano i poveri; chi ha il desiderio ma non ha i soldi che fa? E per tutto il resto il problema non ve lo ponete? Chi vorrebbe una casa e non se la può permettere che fa? Chi vorrebbe mangiare e non può? Chi vorrebbe andare in vacanza? La differenza tra ricchi e poveri sta qui come in tutto il resto, chi può fa le cose, chi non può guarda. Poi dopo nove mesi che farà?

Riprenderà la sua solita vita nella povertà? Entrerà nel giro degli uteri in affitto e farà un figlio l’anno per mantenere la famiglia? Non lo so. Personalmente la considerei una co-mamma, cercherei di mantenere un rapporto anche nel futuro, non la riterrei un’estranea. Chi sceglie di non farlo nega la madre a un bambino?

Ho molte perplessità in merito. A un bambino serve il maggior numero di persone che lo amino, che lo aiutino a crescere con fiducia in se stesso, che gli insegnino le cose importanti e belle della vita. Che siano una, due, tre donne o uomini o entrambi. L’importante è che ci sia chi ti vuol bene e si prende cura di te.

Quando si dicono queste cose, quando si parla di famiglia naturale, non si pensa al fatto, per esempio, che la gran parte delle violenze subite dalle donne si verificano proprio in quelle famiglie, quelle belle famiglie del mulino bianco, padre madre e figli coi nonni, tutti felici, tutte brave persone. Quelle belle famiglie di una volta col padre padrone che va a puttane e la donna a casa a badare ai figli, cucinare e se c’è bisogno lavorare pure fuori. Quelle si che ti davano sicurezza. Quante infanzie felici rimpiante dai nostri nonni e dai nostri genitori.

Sfruttamento del corpo della donna. Veramente vogliamo affrontare questo argomento? Perché di materiale ne abbiamo tanto. Ci chiediamo come mai solo ora ma non vogliamo mica sottrarci. Vi stavamo aspettando! Il diritto di fare un figlio. Non sono in grado di contestare chi dice che fare un figlio non è un diritto, ma lo hanno detto Gasparri, Formigoni e altri a caso, cosa che già di per sé mi sembra sufficiente per mettersi a cercare subito un’argomentazione valida. Mi limito a rivolgere una domanda: chi decide cosa è un diritto e cosa no?

Atto contro-natura: qui bisogna chiarirsi. Cosa si intende per natura? Perché se la mettiamo su questo piano anche un trapianto d’organo è contro natura e la medicina tutta. Dovevi morì, lo aveva deciso la natura, o Dio per chi ci crede. Anche stare otto ore al giorno seduti a una scrivania di fronte a un computer è contro-natura e ancora di più stendere asfalto su una strada col traffico intorno che ti inveisce contro.

Anche vietare a schiere di uomini e donne di godere della loro fisicità chiedendogli un voto di castità è contro-natura. Una cosa che invece si incontra in natura è la legge del più forte. La questione andrebbe dibattuta ampiamente senza considerare che quando si parla di natura ci si dovrebbe, piuttosto, preoccupare di preservare quel che rimane e cambiare completamente il modo di gestire le risorse.

Crimine contro l’umanità; questa è la più interessante. Proprio mentre si affronta un dibattito sulla possibilità o meno di adottare il figlio del partner che in certi casi può avere a che fare con la gravidanza surrogata, sotto casa abbiamo guerre, distruzione, fuga, morte, crimini contro l’umanità a perdita d’occhio. Una nuova missione (come suona bene “missione”) in Libia. E invece no, dobbiamo capire se è meglio far si che un bambino cresciuto con due omosessuali possa essere tutelato da entrambi o, nel caso di morte di uno sia meglio farlo adottare da terzi.

Cosa sarà meglio?

No, meglio fare dispetto ai froci!

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