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Giorgetti e la Sanità

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4 Settembre 2019

Categorie: Politica Interna

Ad Agosto è intervenuto al Meeting di Rimini l’ormai ex Sottosegretario Giancarlo Giorgetti, noto esponente della Lega.
Durante il suo intervento, Giorgetti ha affermato: “Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?”

Ed ancora: “Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito”.

Prima del 1978, il Sistema Sanitario ruotava attorno alle cosiddette “casse-mutue”.
Molti ricorderanno, per motivi anagrafici o per averne studiato il funzionamento, come avveniva la tutela della salute con quel sistema. Ogni categoria lavorativa era collegata ad un ente che veniva finanziato dai contributi versati dai lavoratori e quindi così si poteva accedere alle cure.
Il sistema veniva a creare non solo delle disuguaglianze tra le varie famiglie, ma potevano accedere esclusivamente alle cure non tutti i cittadini, ma soltanto chi aveva un lavoro.
Nel 1978, a seguito di una grande stagione di lotte e conquiste, si ottenne il Servizio Sanitario Nazionale, oggi troppe volte dimenticato.

Il nuovo sistema collegava il diritto alla salute non più all’essere un lavoratore, ma al semplice fatto di essere un uomo, garantendo cure gratuite agli indigenti, come afferma l’Art. 32 della Costituzione.

In questo contesto viene introdotta la figura del “medico di famiglia“, ruolo di fondamentale importanza, con il compito specifico di monitorare l’intera vita sanitaria dei suoi pazienti, garantendo le cure a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito o dalla categoria lavorativa.
Conquiste essenziali, che hanno fatto grande il nostro Paese, che ha conosciuto la grande stagione della conquista dei diritti.

Quanto affermato da Giorgetti mi preoccupa, parecchio.
Io capisco che la continua ricerca di un nemico da presentare agli italiani ha allontanato questo governo dalla realtà, ma certe affermazioni sono gravi e pericolose.
Come ha affermato il Segretario generale della Federazione italiana Medici di Medicina generale, i numeri ci dicono che ogni giorno negli studi dei medici di famiglia passano circa 2 milioni di persone.
Quanti sono inoltre i cittadini che non riescono ad accedere alle cure per motivi economici?
Il medico di famiglia diventa allora l’unico punto di riferimento. Questa Destra va combattuta, toglie diritti ed aumenta le disuguaglianze, protegge i ricchi e lascia indietro i deboli, gli ultimi, coloro che non hanno avuto possibilità.

Occorre una svolta, netta, radicale. Occorre una forza di Sinistra in grado di mettere al centro la vita, la dignità, i diritti di ogni uomo.
È necessario difendere le battaglie e le conquiste del passato, per migliorare il presente e guardare al futuro.
Perché nessuno resti indietro in questo Paese.
Questo è quello che vuole la Destra dell’odio, della paura, delle disuguaglianze.

Nicolò Tammuzza

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