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ISLAMIZZAZIONE DEGLI ESTREMISTI

In alcuni casi l’odio è già lì e l’Islam non è che uno strumento per veicolarlo.

di: Tommaso Bruni,

24 Lug 2016

Categorie: Salute, Società, Stato Sociale

Quando ci troviamo di fronte a omicidi di massa come quelli di Nizza e Monaco di Baviera, spesso parliamo di “radicalizzazione dei musulmani” oppure di “estremismo islamico”. Questo lessico è appropriato in alcuni casi e meno appropriato in altri. È plausibile congetturare che invece talora abbiamo a che fare con la “islamizzazione degli estremisti”.
Immaginate questo scenario. Un uomo è disperato, è pieno di rabbia e di risentimento. Si sente escluso e senza un futuro. Questa persona sta solo cercando una ragione per scatenare la sua violenza su se stesso e altri. È già un estremista. Forse è tangenzialmente connesso alla cultura islamica, ma non è una persona religiosa. Poi cerca nella sua cassetta degli attrezzi culturale qualcosa che possa giustificare l’uso di forza distruttiva su altri esseri umani. Qual è lo strumento che meglio si attaglia alle sue esigenze? L’ideologia dell’Islam radicale. Dunque, quest’uomo assume l’ideologia molto in fretta e, nel giro di poche settimane, è pronto all’azione. Almeno in alcuni casi l’odio è già lì e l’Islam non è che uno strumento per veicolarlo.
L’Islam radicale si adatta molto bene anche al bisogno psicologico di “condividere il suicidio”. In quest’epoca di social media, alcuni sentono che non possono suicidarsi da soli, silenziosamente. Devono condividere, devono rendere la cosa pubblica, devono trascinare qualcuno nella morte con loro. Nessuna ideologia largamente conosciuta è più efficace per raggiungere questo scopo dell’Islam radicale e della sua cultura kamikaze.
Alla fine la domanda che ci dobbiamo fare è: “Perché quest’uomo è già un estremista, ancor prima di incontrare l’Islam radicale?” Fate attenzione: le risposte a questa domanda potrebbero mettervi a disagio.

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