Esse - una comunità di Passioni

la cultura dell’intolleranza è incompatibile con il nostro progetto politico!

Lettera ai parlamentari e ai membri del Comitato Promotore Nazionale di Sinistra Italiana

Abbiamo imparato in questi anni che la politica – se vuole convincere, se vuole suscitare passioni, se vuole essere uno strumento di cambiamento nelle mani di una comunità – è innanzitutto costruzione di senso, di un orizzonte. In nome di valori condivisi, l’indicazione di un futuro migliore e la pratica di un presente che è l’anticipazione di quel futuro.

A partire dallo stile di rispetto, fratellanza e sorellanza con cui ognuno riconosce l’altro all’interno della propria comunità. E’ questo l’essere compagni e compagne. Riconoscersi come pari, riconoscere sotto e oltre le differenze di posizioni un nucleo condiviso di umanità e dignità, che nessuno tra noi può scalfire, deridere, mettere in discussione.

Altrimenti il limite che distingue la politica dall’espressione dell’ostilità e del rancore si infrange. E noi, noi tutti, ci trasformiamo nell’esatto contrario di quel che vorremmo essere. Con il risultato che perdiamo ogni credibilità, ogni capacità espansiva e pure la nostra coerenza, la nostra diversità.

In questi giorni, dentro il dibattito politico congressuale, abbiamo letto in rete espressioni e toni totalmente estranei a questo stile e a questa cultura politica.

Ci amareggiano e preoccupano profondamente, soprattutto quando provengono da dirigenti e parlamentari che dovrebbero svolgere una funzione esattamente opposta. Dando il buon esempio, indicando a tutte e a tutti noi l’obiettivo di costruire una comunità politica che muova dal rispetto e dal riconoscimento dell’altro.

Lo vogliamo dire chiaramente: la cultura dell’intolleranza è incompatibile con il progetto politico che, insieme, stiamo animando. Considerare qualcuno di noi come “maggiordomo” di Renzi instilla l’idea che chi dissente o avanza dubbi rispetto a una delle linee in campo oggi nel nostro dibattito meriti lo stigma, di essere esposto al pubblico ludibrio di mezzi di comunicazione, come i social network, che talora non fanno altro che radicalizzare le posizioni e le critiche. Così come la richiesta, implicitamente ed esplicitamente avanzata, di cambiare linea o di andarsene. Non è, questo, il sintomo cristallino di una cultura politica inaccettabile nei grandi partiti del secolo scorso e oggi semplicemente inconcepibile?

Diciamo quindi chiaramente che per noi tutto ciò – che è purtroppo soltanto la punta di un iceberg – è profondamente sbagliato. E che intendiamo partecipare a viso aperto al congresso fondativo di Sinistra Italiana proponendo una linea, legittima nel dibattito al pari delle altre. Per noi il tema di interloquire con tutte le forze e le personalità dell’area progressista, interessate a voltare pagina rispetto alle politiche sbagliate e fallimentari del renzismo e a costruire un nuovo progetto di governo del Paese, è essenziale nella discussione congressuale che si sta aprendo. Riguarda anch’esso un elemento di cultura politica: la rivendicazione dell’idea che la sinistra non può essere testimonianza o vocazione a costruire la propria identità contro gli altri, per negazione. Ma che è, al contrario, la costruzione di legami profondi con il Paese, la relazione tra parti, tra soggetti sociali e soggetti politici in grado di porre realmente l’obiettivo del cambiamento.

Consapevoli della nostra insufficienza, della necessità di maggiore umiltà e disponibilità all’ascolto e al dialogo, dopo tanti anni di errori e di sconfitte. L’atteggiamento contrario, il dileggio per chi non la pensa come noi, questa pretesa di avere in tasca verità assolute, non ci appartiene. Assomiglia troppo ai modelli culturali che diciamo di contrastare. Non è compatibile con l’impresa che, insieme, stiamo avviando.

Allora vincoliamoci immediatamente a un patto: invertiamo la rotta, torniamo a rispettarci e ad ascoltarci. E’ la precondizione perché Sinistra Italiana abbia un futuro. E’ la precondizione perché il congresso non sia un momento di delegittimazione reciproca, ma possa vedere la partecipazione di migliaia di compagne e compagni che, nella ricchezza dei loro punti di vista, possano costruire insieme uno strumento democratico di riscatto e di trasformazione della realtà.

Franco Bordo, Alfredo D’Attorre, Donatella Duranti, Francesco Ferrara, Claudio Fava, Vincenzo Folino, Florian Kronbichler, Giovanna Martelli, Gianni Melilla, Marisa Nicchi, Michele Piras, Stefano Quaranta, Lara Ricciatti, Arcangelo Sannicandro, Arturo Scotto, Filiberto Zaratti

Associazione Esse

http://www.esseblog.it

Esse è una comunità di passioni che raccoglie tante compagne e tanti compagni che hanno un sogno. Contribuire sia sul piano teorico che su quello pratico-politico a ridare alla parola Sinistra il senso che ha perduto.

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