Esse - una comunità di Passioni

La Sinistra ha smarrito la propria voce

Cambiamo spartito e ricominciamo a cantare

di: Salvo Taranto,

7 giugno 2018

Categorie: Idee a sinistra, La Sinistra

La destra, in tutte le sue espressioni, ha stravinto le elezioni ed è legittimamente al governo del Paese perché è stata l’unica narrazione del nostro tempo. Fare opposizione non si significa limitarsi alle battute contro i vincitori, ribadire la propria individuale diversità e lontananza da chi governa, ma unirsi in un pensiero. Ed è questo ciò che manca alla sinistra: un pensiero credibile che accomuni e non divida, una proposta alternativa e accessibile a chiunque.

Più che pericoloso, il fronte politico che vuole cambiare l’Italia è volgare: fa leva sulla paura, ripudia la solidarietà, crea steccati e alimenta divisioni tra ipotetici noi e loro, rimpiange il passato, riporta indietro le lancette dei diritti. Ecco perché un pensiero di sinistra dovrebbe ripartire dal bisogno di bellezza e di sapere. Non per una questione di estetica o per fare della cultura una clava contro gli avversari, ma perché senza bellezza e amore per le arti, per il territorio, per la legalità, una società è preda dell’egoismo e della stupidità, perde la rotta, la capacità di distinguere tra bene e male.

Ma la sinistra ha smarrito la propria voce anche perché le orecchie del suo popolo sono state anestetizzate dalle parole e dai comportamenti di chi ne ha mortificato la storia, alimentato divisioni, ipotecato il futuro. A destra ci sono, con tutti i loro limiti, gli uomini del cambiamento, dall’altra parte gli inschiodabili, i litigiosi fautori di un pensiero ormai compromesso: una sinistra che non si rinnova, che non cambia interpreti e direttori, è una sinistra che produce solo sbadigli. È stata quella sinistra a voltare le spalle ai cittadini, non il contrario. Chi ha smesso di votare a sinistra alle urne ha detto: meglio la melodia stonata degli altri, che il ronzio degli arroganti e dei soliti noti.

La sinistra ha un avvenire soltanto se cambia spartito, se toglie lo strumento dalle mani di chi non merita di far parte della sua orchestra, se si trasforma in una comunità di idee e persone che vogliono produrre bellezza e armonia: se diventa musica contro il rumore. Altrimenti non rimarrà che il silenzio.

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