Esse - una comunità di Passioni

L’intervento di Francesca Fornario

ESSEblog alla plenaria di cosmopolitica

di: Associazione Esse,

23 febbraio 2016

Categorie: La Sinistra, Sinistra Italiana

È bello essere qui a fare la sinistra italiana alla faccia di quelli che dicevano che destra e sinistra non ci sono più
E che oggi dicono “Io ho tanti amici gay” o “Io non sono razzista ma”.
Non a caso, che destra e sinistra non ci sono più, lo dicono i due massimi profeti del razzismo Grillo e Salvini. Salvini quando è andato a Parigi a baciare Marie le pen e ha detto che per salvare l’Italia bisogna chiudere le frontiere. E io ero d’accordo: chiudiamole! prima che ritorni salvini però!

È consolante vedere che la sinistra c’è ancora!
solo che non sta qui.
Qui ci siamo solo noi che c’eravamo già.
La sinistra Italiana – i suoi potenziali elettori – stanno là fuori e non sa nemmeno di chiamarsi così “sinistra”.

Stanno la fuori, tra persone che si lamentano se le pagano poco e male però comprano le magliette di zara a 5 euro senza domandarsi quanto poco e male sono pagati quelle che le producono.

Che scemi, eh?

Fortuna che ci siamo noi, quelli che sanno come stanno le cose!

Noi siamo quelli che sanno che negli ultimi 35 anni c’è stato un abnorme il passaggio di ricchezza e di tutele
dal lavoro ai profitti delle imprese e alle rendite finanziarie.

Quelli che sanno che negli anni sessanta, l’amministratore delegato della Fiat guadagnava trenta volte quello che guadagnava un suo operaio. Oggi Marchionne guadagna in un giorno quel che un suo operaio guadagna in un anno: ecco perché in questi giorni è particolarmente di buon umore: perché il 2016 è bisestile. Un anno di stipendio in più, buttalo via!

Siamo quelli che sanno che questo è stato un furto legalizzato – reso legale grazie alle leggi che hanno precarizzato il mondo del lavoro e indebolito la rappresentanza sindacale – in contrasto con la costituzione che vuole l’Italia fondata sul lavoro. Ormai è una repubblica fondata sullo stage. O una repubblica fondata sul lavoretto.

Siamo quelli che sanno che l’austerity non funziona, cosa che oggi dicono tutti ma noi siamo quelli che lo dicevano già nel 2011, quando era finalmente crollato Berlusconi ma non si poteva andare a elezioni perché c’era la crisi. eravamo nel mirino degli speculatori delle banche d’affari come Goldman Sachs. Dunque, per proteggerci, bisognava affidarsi a Monti. Ma come? Proprio a lui che è di Goldman Sachs?! Fu un idea di Napolitano: «Proviamo con l’omeopatia».

Noi Siamo quelli che non si sono bevuti la balla che l’Italia avesse vissuto al di sopra delle proprie possibilità, che non avesse fatto i compiti a casa, che dovesse fare le riforme. Che per farle servissero dei tecnici e non i politici.

Le riforme che abbiamo fatto, noi lo sappiamo, sono politiche, riforme di destra. Seguono l’idea stregonesca che per migliorare le condizioni di vita delle persone basti rilanciare l’economia, che per rilanciare l’economia ci si debba affidare alle imprese e dunque fare quello che chiedono le imprese e cioè precarizzare il lavoro, indebolire il sindacato, rendere i lavoratori indifesi per poterli ricattare, pagare di meno, lasciarli a casa quando non servono più all’impresa.

Noi siamo quelli che sanno queste cose e tante altre e ci piace dirle con frasi ponderose, ci piace dire che la sinistra deve superare il paradigma lavorista e battersi per il reddito minimo garantito neon solo nell’ottica di una riforma organica del welfare eccetera eccetara

Il problema, compagni che sanno le cose, è che quelli qui fuori non le sanno.
Nemmeno quelli – quasi tutti – che sono le vittime, quelli che sono stati derubati del lavoro, la pensione, il diritto allo studio e alla casa, al futuro, quelli che dovrebbero essere gli elettori di Sinistra Italiana.

Loro queste cose non le sanno perché sono stati fregati dal capitalismo che si nasconde dietro all’inglese. Diffidate sempre dell’inglese! Quando usano una parola inglese al posto di quella italiana significa che c’è dietro una fregatura: le star tap sono imprese destinate al fallimento, il factoring è strozzinaggio legalizzato, l’internship è lavoro sottopagato e il barber shop è un tizio che ha studiato a Berlino e ascolta Appart e che per questo vi chiede il triplo dei soldi per farvi la barba.

Quelli qua fuori queste cose non le sanno perché sono stati fregati con la tecnica del bicchiere di Nutella.

io che sono cresciuta in una famiglia autenticamente capitalista posso spiegarvelo.
La tecnica del bicchiere di nutella funziona così: tu lo svuoti dall’interno del contenuto senza raschiare le pareti così il bicchiere continua a sembrare pieno:

Così è avvenuto in Italia lo svuotamento della demcrazia.

ci sono le elezioni (ogni tanto, tra un giverno tecnico e l’altro)

C’è il parlamento – ancora per poco – (però fa più che altro il notaio del governo, che legifera abusando della decretazione d’urgenza, e viene usato per bloccare le cose che invece non reputa urgenti ripo il riconoscimento dei diritti degli omosessuali)

c’è la Banca centrale e uropea, che però dipende dalle banche private e non è prestatore di ultima istanza, dunque non può sostenere l’indebitamento necessario a sostenere la crescita e via così.

Ecco: questo è il bicchiere di nutella che il senatore del Pd vede mezzo pieno mentre noi lo vediamo mezzo vuoto.

Solo che Quelli qua fuori queste cose non le sanno perché l’aggressione ai diritti e alla rappresentanza è stata tale che le nuove generazioni non sanno nemmeno di dover rivendicare dei diritti.
Parlo dei precari cronici che chiamano ferie la disoccupazione, parlo dei giovani elettori del partito democratico che hanno barattato il valore dell’uguaglianza con il valore della meritocrazia… La più grande fuffa ideologica di questi anni, altro che lo spinning e la democra diretta: è la meritocrazia.
La meritocrazia è per il politico quel che il cinismo è per gli intellettuali di sinistra, gli intellettuali che hanno rinunciato a cambiare il mondo e si accontentano di comtemplarlo.

Ma noi che sappiamo, Come facciamo a parlare a queste persone?

Avrei due suggerimenti.

primo: dobbiamo smettere di parlare come parliamo nei nostri appelli. Smetterla di compiacerci della nostra erudizione, di locuzioni come “la democrazia materiale come volano di opportunità e redistributore di uguaglianza sostanziale”, “percorso basato su un nuovo paradigma” perché così non ci capiscono. Dobbiamo parlare semplice.

Secondo e fondamentale: per convincere queste persone che sono gli elettori di Sinistra Italiana serve compassione.

Nel senso di proprio della capacità di mettersi nei panni degli altri, di capire la loro frustrazione e la loro rabbia. Non riusciremo a conquistare gli elettori grillini, renziani e quelli che non vanno a votare se ci fermiamo alla rabbia che ci fanno o peggio al fastidio che ci provocano.
In un paese dove una donna su tre quando fa un figlio esce dal mondo del lavoro, perché in Italia quando una donna fa un figlio ha tre possibilità: perdere il bambino, perdere il lavoro o cinvincere piersilvio berlusconi che è lui il padre, dobbiamo comprendere le ragioni che spingono molte giovani donne a votare, illudendosi, per grillo, o a non votare, o a votare per Renzi che almeno si capisce quello che dice. Tranne quando parla in spagnolo.

Solo così, convincendo quelli qui fuori, possiamo fare la sinistra italiana. Però, un’accortezza: facciamone una, non cinque. Non portiamoci avanti con il lavoro! Per le scissioni ci sarà tempo!

Associazione Esse

http://www.esseblog.it

Esse è una comunità di passioni che raccoglie tante compagne e tanti compagni che hanno un sogno. Contribuire sia sul piano teorico che su quello pratico-politico a ridare alla parola Sinistra il senso che ha perduto.

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