Esse - una comunità di Passioni

Il lunedì padani, il martedì contro lo ius soli

la schizofrenica politica leghista vista da una Nuova Italiana

di: Chaimaa Fatihi,

10 luglio 2017

Categorie: Diritti, Italia, Politica Interna, Società

“Noi siamo padani ed abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore!”

Questo è uno dei tantissimi motti che utilizzava in maniera più accentuata qualche anno fa la Lega Nord, andavano in giro per le piazze ad affermare che per loro l’obiettivo primario era la secessione, poi bruciare il tricolore e con la costituzione pulirsi il “fondoschiena”. Io queste parole, questi motti, questo vero e proprio attentato contro lo Stato e le Istituzioni non li scorderò mai, perché chi afferma tali aberrazioni non ha alcuna idea di cosa significhi essere cittadini e cittadine italiani. Oggi, proprio loro che inneggiavano a bruciare la nostra bandiera ed a pulirsi il sedere con la nostra Costituzione, fanno comizi, fiaccolate, manifestazioni contro la Legge sulla Cittadinanza. Quella stessa cittadinanza che loro hanno avuto dalla loro nascita, tuttavia non hanno saputo coltivarla, curarla, farne non solo oggetto di orgoglio ma anche, e soprattutto, azione quotidiana per il bene comune, per migliorare il nostro bel paese. Per questo motivo a quelli che mi dicono “non sei italiana, che tu abbia già avuto la cittadinanza o meno” rispondo che la cittadinanza l’ho ottenuta dopo tantissimi sforzi ed attese interminabili, l’ho voluta ardentemente come un amore che sembrava impossibile, ma non era il pezzo di carta ad accertare la mia “italianità”, bensì il mio agire quotidiano, il mio voler bene a questo nostro paese anche se ci sono davvero molte cose per cui arrabbiarsi, proprio come l’amore, quando è forte e ti travolge non c’è lite che tenga, si ritorna più complici e in sintonia di prima. Penso ai tanti genitori che sono qui da decenni, moltiplicati per chissà quante volte, che hanno scelto questo paese come luogo nel quale crescere i propri figli, nel quale farsi una famiglia, in cui lavorare ed esserne parte integrante. Penso a loro, che hanno dato voce a noi giovani perché potessimo avere la cittadinanza e sentire davvero questa patria la nostra dimora, il nostro nido, la nostra casa da sistemare al meglio, da rendere più bella, da profumare ed abbellirla con tanti fiori colorati, poichè sanno benissimo che questo è il nostro paese, quello di origine sarebbe stato sempre la nostra radice, ma mai potremmo conoscerlo, viverlo, volergli bene quanto la nostra Italia. Io vorrei che tutti ci ricordassimo di quei canti a squarciagola, perché chi oggi si fa difensore a spade tratte della purezza dell’identità italiana, ieri era un traditore della patria, ma lo è tutt’oggi, perché quella voglia irrefrenabile di secessione ancora permane in Lombardia e lo si evince da quel referendum sull’autonomia della Regione. Un referendum le cui ingenti spese, soldi dei cittadini e cittadine lombarde, non serviranno a nulla in quanto non ha alcun valore giuridico. Allora di cosa parliamo davvero? La riforma della legge sulla Cittadinanza è il corso naturale (oltretutto siamo indietro di almeno 20 anni!) della storia del nostro paese, fatto di pluralismo e che poggia le sue basi sull’intrecciarsi di mondi differenti che si amalgamano tra loro e divengono l’Italia, la nostra Italia ieri, oggi e domani. La sfida oggigiorno non è solo giuridica, ma anche e soprattutto culturale, che deve essere il passo successivo. Nel pensiero comune ancora non è per nulla naturale sentirsi dire “sono italiana/o” mentre guardano di fronte a sé una persona mulatta, occhi a mandorla, con il velo, nera. La risposta è “sì, ma di dove sei?” e dopo un’affermazione con una delle più disparate città italiane si sgrana gli occhi e increduli si dice “no no, la tua origine!”. Ecco, io sogno che il nostro paese faccia un passo in avanti verso la cultura, poichè ultimamente rispetto a questa, in generale, se ne stanno facendo troppi a ritroso e questa non è affatto l’indole di uno Stato che ha fatto della cultura, nei secoli, il proprio tesoro riconosciuto nel mondo intero.

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