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Morto il Presidente Ciampi

Il Presidente emerito della Repubblica è scomparso all'età di 95 anni

di: giubaldassarri,

16 settembre 2016

Categorie: Politica Interna

E’ scomparso a Roma Carlo Azeglio Ciampi, patriota e Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006.

Nato a Livorno il 9 dicembre 1920, fu chiamato alle armi come sottotenente nella campagna di Albania. Dopo la firma dell’armistizio scelse di unirsi alla Resistenza, avvicinandosi al Partito d’Azione, di ispirazione repubblicana.

La sua attività professionale è stata caratterizzata da una lunga carriera nella Banca d’Italia, della quale divenne governatore fra il 1979 ed il 1993. Nei primi anni ’90 viene chiamato per restituire dignità alle istituzioni segnate dagli scandali di tangentopoli e dal crollo dei partiti di massa, fino ad allora perno della democrazia italiana. Nel 1993, a seguito delle dimissioni di Giuliano Amato, il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, gli affidò l’incarico di formare il nuovo governo. Il primo gabinetto “tecnico e di transizione” della storia repubblicana.

Il Governo Ciampi (28 aprile 1993-10 maggio 1994), è stato il primo ad includere tre ministri provenienti dal vecchio Partito Comunista Italiano (gli esponenti in quota PDS, Barbera, Berlinguer e Visco), oltre ad altri ministri progressisti, come Rutelli (allora leader dei Verdi) e Spini (PSI). Il PDS scelse poi di ritirare l’appoggio al governo per non apparire in compromissione con Craxi, portando Ciampi a scegliere un profilo più tecnico per il suo governo.

Di quella parentesi politica, precedente all’avvento di Silvio Berlusconi, alcuni importanti tentativi di riforma delle istituzioni (come la modifica delle modalità di elezione di sindaci e presidenti di provincia) e alcuni discussi provvedimenti per il contenimento della spesa pubblica.

Durante il Governo Prodi I ed il D’Alema I, Ciampi assunse il ruolo di Ministro del Tesoro, del Bilancio e della programmazione. Nel corso del primo ingresso in politica ed il proseguimento della sua attività nei due governi di centrosinistra, Carlo Azeglio Ciampi contribui al processo di integrazione politica ed economica europea.

Il 13 maggio 1999, viene eletto Presidente della Repubblica Italiana con 707 voti favorevoli. Si tratta dello scrutinio più veloce della storia repubblicana ed il terzo caso di una elezione del Capo dello Stato fin dal primo turno (dopo De Nicola e Cossiga). Alla elezione contribuirono sia la maggioranza di centrosinistra che il Polo delle Libertà.

Il settennato del Presidente labronico, contrassegnato da vicende difficili (come la crisi internazionale seguita all’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001), verrà ricordato per il duro confronto con Silvio Berlusconi. Il leader del centrodestra si rivelerà politicamente e caratterialmente molto distante dal Presidente Ciampi (austero ed instancabile difensore della dignità delle istituzioni), nonostante i voti del Polo si fossero rivelati determinanti per la sua elezione. Tre anni dalla scadenza del suo mandato, avrà modo di dichiarare dalle colonne de La Repubblica:

Io e Berlusconi venivamo raccontati come gli estremi di un pendolo: da un parte Ciampi, l’uomo che difende le istituzioni, e dall’altra parte Berlusconi, l’uomo che delegittima le istituzioni. Mai come oggi mi sento di dire che questa immagine riassume alla perfezione quello che penso

 

Numerosi sono stati i commenti dal mondo della politica alla notizia del decesso. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella lo cita come una figura che “gli italiani non dimenticheranno mai. Matteo Renzi porge le sue condoglianze alla vedova, volendo inviare alla figura di Carlo Azeglio Ciampi “un pensiero grato”. Nichi Vendola ci tiene a ricordarlo come una persona dalla indimenticabile “sensibilità umana, garbo e passione civile”. Non mancano i commenti infelici, come quello del solito Matteo Salvini, che ci tiene a ribadire “che fu uno dei tanti (da Napolitano a Scalfaro, da Prodi a Monti) a svendere il lavoro, la moneta, i confini e il futuro dell’Italia”. Al commento del leader del Carroccio hanno reagito fra gli altri il capogruppo del PD al Senato, Luigi Zanda, e Marco Furfaro di Sinistra Italiana.

Un ricordo arriva anche dal mondo dello sport, con lo storico capitano dell’AS Livorno, Cristiano Lucarelli, parlando del suo concittadino e tifoso come “uno dei pochi politici seri e credibili che abbiamo mai avuto”.

giubaldassarri

Studente, capogruppo di maggioranza per il Comune di Piteglio (PT) dal 2014 al 2017.

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