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Pisapia ha ragione, ma sbaglia interlocutore

si al campo progressista, ma non con Renzi

Oggi Giuliano Pisapia in un’intervista su Repubblica lancia l’idea del Campo Progressista, un’alleanza di centrosinistra per il governo del Paese da mettere in campo per le prossime elezioni che si augura, e ci auguriamo, si tengano il più presto possibile dopo la riforma delle leggi elettorali.
Lo abbiamo detto da subito: dopo il 4 dicembre sarebbe venuto il 5, sul piano referendario la posizione dell’ex sindaco di Milano era e resta sbagliata, ma sul piano politico ascoltiamo con interesse le proposte di Giuliano che ha rappresentato e rappresenta ancora buona parte della sinistra che non ha abdicato alla vittoria.
Il nodo politico affrontato da Pisapia è quello giusto: come ridare all’Italia un governo di sinistra che chiuda con la stagione del partito della nazione e la proposta appunto è quella del campo progressista.
La necessità individuata la condividiamo in pieno, c’è bisogno di un governo di sinistra che assesti una profonda sterzata alle politiche governative degli ultimi anni, che abbia come faro il tema del lavoro e della giustizia sociale, il tema dell’uguaglianza in un’Italia che oggi l’Istat ci conferma essere ai primi posti d’Europa per diseguaglianza fra i redditi.
Ricostruire l’unità della sinistra è un passaggio fondamentale per il futuro, un’unità nell’ambizione del cambiamento, non un’unità delle sinistre sconfitte, finalizzata solo alla rappresentanza.
Se condividiamo con Pisapia questo bisogno, pensiamo allo stesso tempo che lui sbagli interlocutore. Nell’intervista di oggi propone a Matteo Renzi un’alleanza di centrosinistra che escluda le destre, come quelle di Alfano e Verdini, dal governo. L’idea è ovviamente condivisibile, ma insufficiente. Va da se che una coalizione di centrosinistra non comprende le destre, siamo ai fondamentali, ma non basta, Renzi è il padre del partito della nazione ed il primo attore delle politiche messe in campo dal suo governo e che hanno devastato la società italiana.
Non basta escludere le destre, bisogna rivoluzionare il programma e questo non crediamo sia possibile farlo al tavolo con Renzi.
E allora quali sono gli interlocutori per una coalizione di centrosinistra che continuiamo a ritenere necessaria? Sono coloro che animano quello che abbiamo definito il campo largo della sinistra italiana: i partiti della sinistra non minoritaria, coloro che quotidianamente danno battaglia al renzismo fuori e dentro il Pd, i sindacati e le associazioni democratiche, tra cui Cgil, Arci, Anpi, i tanti comitati e cittadini che hanno combattuto insieme la battaglia in difesa della costituzione e che oggi aspirano a governare, ancora insieme, il Paese per applicarla. Questi sono i soggetti cui va rivolta una proposta di coalizione politica e sociale per il futuro dell’Italia. Il primo appuntamento in questo senso sarà a Roma il 18 dicembre, le porte sono aperte a tutti, ma non a Renzi e a quello che rappresenta.

Francesco D'Agresta

http://esseblog.it

Per l'internazionale politica e calcistica. Voglio la sinistra al governo del Paese.

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