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PORTOGALLO: UN NUOVO 25 APRILE ?

Il Portogallo svolta a sinistra

Il leader del Partito socialista portoghese Antonio Costa ha incontrato oggi Catarina Martins, la portavoce del Blocco di Sinistra reduce dalla buona affermazione delle legislative del 4 ottobre.

Nei giorni scorsi, su mandato della commissione politica del suo partito, aveva incontrato Jerónimo de Sousa, il segretario del Partito Comunista che aveva dichiarato la sua disponibilità ad appoggiare un governo guidato dal Partito Socialista.
Catarina Martins, alla fine della riunione , si è detta ottimista sull’esito delle trattative in corso per dare un governo di sinistra al paese, arrivando a dichiarare: “Oggi è finito il governo di Passos Coelho e di Paulo Portas”.

Ci stanno provando in tutti i modi a far fallire la prospettiva di un governo di alternativa e di cambiamento in Portogallo.
Ancora prima delle elezioni sono stati diffusi ad arte dei sondaggi elettorali che sottostimavano il risultato che avrebbe poi ottenuto la sinistra di alternativa, un artificio di bassa lega che avevamo già visto all’opera in Grecia in occasione del referendum di luglio e ancor più per le elezioni legislative del 20 settembre.

Successivamente abbiamo letto lanci di agenzia e commenti degli opinionisti che contano, i quali parlavano di un trionfo della destra portoghese, che aveva invece subito un pesante tracollo elettorale perdendo più di un quarto del suo elettorato e la maggioranza parlamentare che la legittimava a formare un nuovo governo.
Wolfgang Schauble, che già si era fatto notare nel recente passato per le sue pesanti e illecite interferenze nella vita democratica degli altri Stati dell’Unione, aveva addirittura dichiarato che la vittoria di Passos Coelho era “la prova che le politiche di austerità funzionano” .

Sul piano interno il presidente della repubblica portoghese Cavaco Silva, uomo di destra, ha provato a condizionare il dibattito delle forze politiche parlamentari chiedendo “un governo stabile e duraturo” con il sottointeso che tale sarebbe potuto essere soltanto un governo dei conservatori con l’appoggio esterno dei socialisti. Un invito non richiesto che aveva provocato la pungente e ironica risposta dell’intelligente portavoce del Blocco di Sinistra, secondo la quale “la cosa migliore del discorso presidenziale è che sarebbe stato l’ultimo” .

Infine oggi Passos Coelho ha provato ancora una volta a condizionare il processo politico, presentando a Bruxelles il testo della finanziaria per il preventivo esame comunitario.
IL Two Pack, uno dei famigerati trattati della vergogna che hanno cambiato il volto dell’Unione Europea, obbliga infatti i governi membri a presentare agli uffici comunitari entro il mese di ottobre il testo della legge di bilancio, al fine di valutarne le compatibilità finanziarie con l’obiettivo strategico della riduzione del debito.
Ma a ciò potrebbe essere obbligato soltanto un governo legittimo, e non un governo che non dispone di una maggioranza parlamentare. Un vero colpo assestato alla sovranità e alla Costituzione della repubblica portoghese.
Nonostante mille ostacoli, tuttavia, sembrerebbero maturare in Portogallo le condizioni per l’apertura di una nuova stagione politica. La strada è ancora lunga, si fa strada l’ipotesi di un referendum fra gli iscritti e i simpatizzanti del partito socialista che dovrebbe costituire i presupposti di una nuova alleanza con il Blocco di Sinistra e il Partito Comunista.
Importantissime in questo senso sono le condizioni poste da Catarina Martins, dei veri e propri paletti fissati per salvaguardare ” i salari, le pensioni e l’impiego”. Un vero e proprio cambiamento con le criminali politiche di austerità degli ultimi anni, se non una vera e propria rivoluzione visto il clima cupo che si respira oggigiorno in Europa.
Intanto in Italia siamo fermi alle “baruffe chiozzote” sulle amministrative di primavera e una vera ed efficace sinistra di alternativa e governo stenta a nascere.

 

 

Alberto Rotondo

Vive a Catania. Attivista politico antirazzista, antisessista e antispecista. Si interessa di questioni economiche e di politica europea e internazionale.

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