Esse - una comunità di Passioni

Un punto di vista dell’assemblea del 16 luglio a Roma e altro.

L'assemblea del 16 Luglio vista da Nello Balzano

L’assemblea del 16 luglio di Sinistra Italiana ha rappresentato, per me, una bella giornata politica, la grande
partecipazione, l’elevato numero di interventi ed i tanti che per motivi di tempo non si sono potuti
esprimere, hanno reso l’idea di quanto grande sia la volontà di partecipazione, ma soprattutto di portare a
termine in modo determinato e pienamente soddisfacente il percorso fondativo del nuovo Partito, che si
concluderà con il Congresso di dicembre.

L’averla definita una bella giornata può apparire, per qualcuno, contraddittoria per alcuni punti
apparentemente di contrasto, ma la necessità di chiarezza era necessaria, aver preso una posizione
decisamente netta sul passaggio oggi più controverso, quello delle future alleanze, deve a mio avviso essere
interpretato in modo diverso rispetto a ciò che si aspettava o ad alcune posizioni contraddittorie, quali ad
esempio quella del sindaco di Cagliari, Zedda, che nel suo documento sottoscritto da un cospicuo numero
di eletti con SEL, pone addirittura in discussione addirittura la nascita di Sinistra Italiana, per ricercare un
percorso di centro-sinistra con il PD, situazione che a mio giudizio a livello nazionale ha determinato
l’attuale annientamento della Sinistra pienamente evidente.

In breve ritengo che l’aver declinato in modo chiaro che il tema delle alleanze non deve vedere decise prese
di posizione oggi, debba esser letto come la presenza di una discussione da intendere parecchio fuorviante,
ma soprattutto dannosa rispetto a come ci presentiamo davanti a chi si intende rappresentare, che non a
caso oggi si pone in modo aspramente critico rispetto all’inerzia della Sinistra nelle severe problematiche
che quotidianamente da diversi anni ci presentano un conto severo, insomma non possiamo e non
dobbiamo dividerci su questa questione, nessun Partito con la legittima ambizione governativa, può
nascere con questo dilemma, ma deve costruirsi un’identità chiara autonoma, in grado di pesare sul
panorama politico in modo determinante, così da ribaltare l’eventuale aspetto collaborativo ad altre forze
politiche, se intendono condividerne i nostri imprescindibili valori e le idee programmatiche.

Un ulteriore passaggio che ci tengo ad evidenziare era presente nella relazione iniziale del Compagno
(finalmente posso usare senza titubanza questo appellativo, che mi creava non pochi problemi dove
militavo prima) Alfredo D’ATTORRE e mi ha favorevolmente colpito, l’aver con forza precisato l’autonomia
che deve essere manifestata dai territori e dalla base, senza attendere posizioni dei rappresentanti
istituzionali attuali di SI, è una dichiarazione fondamentale che chiarisce, qualora ce ne fosse ancora
bisogno, in modo inequivocabile, la partecipazione dal basso come forte elemento di differenziazione
rispetto all’attuale gestione verticistica degli altri partiti.

Sempre nella sopraccitata relazione do un giudizio ampliamento positivo sui principali temi che riguardano
la Politica che si intende perseguire, l’aver chiesto la condivisione di idee programmatiche da presentare in
Parlamento, dettagliandone gli obiettivi e costi senza demagogie, ma in modo reale e puntuale, è un buon
punto di partenza nel disegnare la nostra identità, che necessita proprio di questo: pochi ma chiari punti di
proposta rivolti alla spina dorsale del Paese che oggi soffre come non mai, ovvero lavoratori, studenti,
disoccupati, pensionati e famiglie in generale; il Social Compact, così come definito, è un ottimo punto di
partenza, ma soprattutto un elemento che ci renderà facilmente identificabili, se ben diffuso nei territori
con i consueti mezzi che ci contraddistinguono, senza sottovalutare il grande apporto che può giungere da
un buon uso dei nuovi sistemi di comunicazione virtuale.

Altro aspetto a mio giudizio importante è stata la qualità degli interventi che non hanno risparmiato dure
critiche, ma erano anche ricchi di spunti importanti e propositivi, segno di una vitalità del progetto che non
può che essere ulteriormente rimarcata, l’aver espresso tanti elementi senza nessuna timidezza in modo
chiaro ed esaustivo denota una volontà di essere fortemente attivi da parte di ciascuno di noi, ma ciò che
mi ha colpito positivamente è il cospicuo numero di giovani sia negli interventi che nei partecipanti, molti
dei quali sicuramente non hanno potuto esprimersi, per i ben noti limiti imposti dai tempi, un segnale in
evidente controtendenza rispetto ad un disegno distorto che ci viene spesso rappresentato, ovviamente
senza sottovalutare l’enorme lavoro che ci aspetta verso le nuove generazioni, oggi cercate e
strumentalizzate per la realizzazione di populistici e demagogici obiettivi politici di ben altro segno rispetto
al nostro.

In ultimo una personale annotazione che in parte mi vede interessato, per il posizionamento che qualcuno
erroneamente mi attribuisce, ottenuto grazie al disinteressato impegno di Compagni rappresentanti una
parte dei soggetti costituenti, i quali hanno riconosciuto il mio entusiasmo e la mia determinata passione
all’interno di questo progetto, una partecipazione che vuole e deve essere di militante, senza cercare
destinazioni di privilegio, la mia età e soprattutto il mio carattere hanno sempre contribuito a rivolgere il
mio sguardo oltre e mi spiacerebbe che qualcuno immagini il contrario, se qualche mio atteggiamento ha
generato questa impressione, me ne scuso. A tal proposito queste allusioni, però, sono servite a portarmi a
conoscenza di alcuni aspetti, non riguardanti la mia persona, che davo per scontati non esserci, ma
probabilmente troppa buona fede nel prossimo non sempre è utile, anzi rischia poi di portare a tempi più
lontani delusioni che potevano essere evitate. Arriviamo al punto senza altre divagazioni, non ero a
conoscenza del fatto che ci fossero in adesione al progetto compagni ancora iscritti a partiti, che ad oggi
sono in posizione di osservazione, ma non hanno ancora manifestato una partecipazione se non in termini
di eventuale federazione, contesto che personalmente come molti di noi, mi trova in completo disaccordo,
probabilmente il non aver ancora stabilito regole definite dal Congresso che è in addivenire, ha fatto sì che
non si sia tenuto conto di questa eventualità che ingenuamente davo per scontata.

Credo quindi, senza necessari preliminari di accordo, sia opportuno definire anticipatamente che chi
aderisce al progetto non debba essere iscritto ad un Partito politico, evenienza che ricordo nel recente
passato, in occasione della nascita di Possibile dell’on. Civati, aveva creato malumori, ma soprattutto il non
pienamente giustificato tesseramento, decisione che personalmente condivisi ed interessò proprio un
iscritto di SEL, sarebbe quindi contraddittorio oggi da parte nostra non tenerne conto.

Auspicando quindi che il traguardo di dicembre si risolva in modo ottimale, che sia il più possibile smarcato
dal risultato del referendum costituzionale, al quale tutti contribuiremo per il pieno successo del NO,
ringrazio i tanti come me, che stanno mettendo a disposizione il loro tempo e la loro passione per la buona
Politica, tutto ciò mi dà una grande fiducia nella costruzione di un futuro degno delle nostre aspettative

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