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Ma quali errori involontari.

La gaffè è una precisa strategia politica

di: Carlo Crosato,

16 gennaio 2018

Categorie: Italia, Politica Interna

Non chiamiamoli errori o gaffe. Si tratta di una strategia politica coerente con il marketing della politica e con le tecniche di comunicazione che a esso si applicano. Consapevole che il disinteresse per la politica e l’astio nei confronti degli argomenti troppo complessi sono sovrani nel dibattito contemporaneo, il candidato si esercita in dichiarazioni sperticate e scriteriate, senza alcuna tenuta cognitiva, volgari e perfino pericolose. Così facendo si conquista una buona dose di voti di quei cittadini stanchi, esasperati, non troppo interessati alla politica, raggiunti dal dibattito solo nei suoi apici più clamorosi, oppure di quei cittadini apertamente volgari e scriteriati quanto le dichiarazioni del candidato suddetto. Contando sulla velocità e sulla superficialità del dibattito contemporaneo, il giorno successivo il gaffeur si produce in revisioni, ritrattazioni, scuse e dichiarazioni misurate. In un ambiente sano e democraticamente maturo, questo basterebbe a far comprendere la sua inadeguatezza, dal momento che un errore di tale portata è certamente comprensibile, ma sufficiente a qualificare l’impreparazione di un simile soggetto alle responsabilità dell’impegno politico. Non oggi, non qui: ben disposti a girare pagina, a perdonare e dimenticare, gli spettatori del teatrino politico interpretano il passo indietro come un gesto di buon senso. Così, il candidato truffatore ha conquistato l’attenzione del cittadino distratto e del cittadino becero, mostrando loro la sua decisione e la sua vera idea di intervento politico radicale; e poi si ricostruisce il candore che la parola “candidato” veicola, mostrandosi capace di riconoscere il proprio errore e rassicurando l’elettore un po’ meno distratto, non stupido ma comunque confuso nel roboante sciabordio della campagna elettorale. In questo modo si può parlare un giorno dell’uscita dall’Europa e il giorno dopo ritrattare, dell’uscita dall’Euro e il giorno dopo ritrattare, della propria contrarietà ai vaccini e il giorno dopo correggere la mira, di razze da difendere e razze da tenere lontane, di tasse da abolire, e di tutto quanto si desideri. Tutto e il contrario di tutto.

Carlo Crosato

http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/index.php?s=crosato

Dottorando di ricerca in Filosofia politica. Collaboratore di Micromega: Il Rasoio Di Occam. Autore di: L'uguale dignità degli uomini (2013); e allora? (2014); Dialogare con il Solipsista (2015); Dal laicismo alla laicità (2016); Il non detto (2017).

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