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Tra Assenza di Contrappesi e Poteri forti: quando il Potere è senza Bilanciamenti

Cosa succede senza contrappesi

di: Daniela Mastracci,

23 giugno 2016

Categorie: Politica Interna

Il secondo emendamento recita così

“Essendo una ben organizzata milizia necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, non si potrà violare il diritto dei cittadini di possedere e portare armi.”

Era tempo di guerra. E era tempo di acquartieramenti. I Coloni americani si erano pronunciati con fermezza contro le truppe inglesi acquartierate: soldati in casa propria, denunciano al re Giorgio III. Tempi in cui armarsi significava liberarsi, conquistando l’indipendenza dall’ormai nemica Inghilterra. E prendere volontariamente le armi era necessario alla costituzione di una milizia coloniale perché era giunto il tempo della guerra.

Qual è allora il proposito del secondo emendamento? Interpretazioni diverse e discordi sono riassumibili in due linee giurisprudenziali: il possesso di un’arma come finalizzato alla conservazione dello Stato, dunque praticabile non a titolo individuale ma come milizia; dall’altra parte si sostiene invece il possesso di un’arma come diritto individuale e finalizzato anche alla difesa personale. E’ poca la differenza? Direi di no. La prima interpretazione esclude il possesso in quanto ad personam, a prescindere dall’appartenenza ad un corpo militare. Ed è finalizzato alla difesa dello Stato, non del singolo individuo. Viceversa la seconda interpretazione restringe il possesso all’individuo come tale e lo finalizza anche alla difesa personale, ovvero a ciascun americano è riconosciuto, inviolabilmente, il diritto all’acquisto e quindi al possesso (e quindi all’uso) di un’arma, ciascun americano ha il diritto di difendere se stesso e lo Stato non può negarglielo. In quale direzione si è mossa la legislazione americana? Federale, intanto, ma, ancor di più, Stato per Stato? Se verso la fine del secolo scorso si provava a legiferare optando per la prima interpretazione e sottolineando, perciò, margini che restringessero la possibilità del possesso di armi per i privati cittadini americani, è salita come un’onda tsunamica l’ opinione contraria: i gun rights hanno massicciamente operato per diffondere e consolidare l’idea della difesa personale contro ogni “nemico pubblico”, contro ogni presunto pericolo per i cittadini, inneggiando al diritto individuale al porto d’armi. E negli ultimi anni tale rivendicazione ha stravinto. Se alcuni Stati dell’Unione avevano provato a stabilire limiti all’acquisto privato di armi, nessuna legge federale ha fatto altrettanto. Ma soprattutto non lo ha fatto la Corte Suprema. Nonostante le “lacrime” di Obama dopo la strage di San Bernardino e le dichiarazioni dopo le ultime terribili stragi; nonostante le parole di Bloomberg; nonostante sembri che la Clinton sia pro controlli alle vendite, la Corte Suprema, pronunciatasi nel 2008, quando aveva spiegato che il diritto a possedere le armi è un diritto dei cittadini AL DI LÀ della loro «appartenenza a una milizia», e poi ancora nel 2010 quando è tornata a pronunciarsi sulla portata del Secondo emendamento, I Supremi Giudici, dicevo,  hanno di fatto bocciato l’idea che il Governo Federale e i singoli Stati possano adottare misure per limitare il possesso di armi da fuoco: «Il Secondo Emendamento limita gli stati e i governi locali nello stesso modo in cui limita il governo federale». La Corte Suprema persiste nel sostenere le “ragioni” del diritto individuale rispetto al quale non è lecito alcun provvedimento a limitazione.

Perché ciò è possibile? Perché, se è vero che il Presidente statunitense ha grandi margini di manovra rispetto alle altre istituzioni, non può andare oltre il pronunciamento della Corte? Anche se tenta di “scavalcare” un Congresso a maggioranza repubblicano e ostile ad ogni limitazione circa il porto d’armi, anzi suo sostenitore, il Presidente, più che sostenere che si accentuino i controlli cosiddetti di background (salute mentale soprattutto), non può effettivamente muoversi verso un restringimento delle possibilità di acquisto e possesso di armi. La risposta è che la Corte Suprema NON HA CONTRAPPESI: risulta essere ancora l’organo MENO CONTROLLATO E CON PIÙ AMPIO MARGINE DI MANOVRA RISPETTO AD OGNI ALTRO ORGANO COSTITUZIONALE STATUNITENSE, un attore tutt’altro che innocuo, nonostante nell’architettura istituzionale statunitense essa sia titolare “neither of the power of the sword, nor of the purse”.

Se a ciò aggiungiamo il potere delle Lobbies, il quadro si fa drammatico e cogente, senza possibilità, apparente, di contraddirlo e contrastarlo: come a dire TINA, “There Is No Alternative” di thatcheriana memoria: se vale per il Mercato, vale anche laddove le Istituzioni siano costrette al silenzio dalla coalizione di Poteri Forti e di ASSENZA DI CONTRAPPESI. E di poteri forti basta citare la NRA (national rifle association) che riunisce i produttori di armi, efficientissima nella propaganda della difesa personale contro il tentativo del governo Obama di attentare alla “YOUR freedoms and YOUR Right to Keep and Bear Arms.”

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