Esse - una comunità di Passioni

Consultori e obiettori

Le Associazioni e il Territorio: un dialogo proficuo

di: Daniela Mastracci,

30 maggio 2016

Categorie: Società

M. Bonafoni “Il momento più bello? Quando Luciana, la Psicologa del Consultorio di Ceccano, ci ha raccontato di quell’anno 1978 in cui c’era anche lei ad aprire letteralmente le porte del servizio, ad appena due anni dalla legge regionale.”
Il 27 maggio alle ore 18 L’Associazione Culturale Pequod si è incontrata al Castello dei Conti a Ceccano per parlare di Consultori e obiettori di coscienza. Erano con noi la Consigliera Regionale Marta Bonafoni , la Sociologa e Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Serrone Antonietta Damizia, e la Psicologa e Operatrice del Consultorio di Ceccano dott.ssa Luciana Dilorenzo.
Ci siamo seduti in cerchio, ciascuno di fronte all’altro e così abbiamo parlato insieme guardandoci negli occhi nella consapevolezza di trattare un tema molto sentito e tanto delicato e che le nostre relatrici hanno affrontato con la delicatezza di donne sensibili e piene di passione, che ci credono alle domande di ascolto e sostegno dei cittadini! Abbiamo discusso insieme del grande valore sociale dei Consultori Familiari istituiti con la Legge 405 nel 1975, della modernità della legge che li norma e del supporto medico e psicologico che offrono ad un’utenza in particolare femminile ma non solo. I Consultori hanno un’importanza fondamentale perché garantiscono un servizio a 360°: dalle visite ginecologiche, al Pap Test, ai controlli preventivi dei tumori più tipicamente femminili; prime visite; educazione alla prevenzione; educazione alla contraccezione; sostegno psicologico, ascolto e confronto competente e appassionato, perché gli operatori sanno bene di essere dentro una struttura che accoglie donne con problemi a volte anche difficilmente raccontabili. Strutture sanitarie che fanno parte del Sistema Sanitario Nazionale, i Consultori Familiari intercettano un bisogno sociale forte, in generale di tutte le donne, ma soprattutto da parte di donne e ragazze delle fasce economicamente più deboli della nostra cittadinanza, perché le prestazioni richiedono il pagamento di un ticket e sono quindi avvicinabili con uno sforzo economico accessibile ai più. Ma questo servizio così fondamentale e a 360°, nonché questa garanzia economica e sociale, medica e psicologica, rischia di essere compromessa da politiche che non supportano i Consultori, non investono, e non provvedono al turn over degli operatori, ridottissimi di numero e con pochi finanziamenti. Si è espressa bene al riguardo la dottoressa Dilorenzo che ci ha raccontato la sua esperienza più che ventennale nel Consultorio, ma che oggi, prossima alla Pensione, ci dice di non aver mai avuto alcun psicologo o psicologa in affiancamento: percorso propedeutico alla sua sostituzione una volta in pensione e soprattutto all’ingresso di nuova risorsa nel Consultorio, che ad oggi, cioè, non sembra avere invece alcuna notizia circa nuove assunzioni. Al momento gli operatori sono 3: una volta andata in pensione la dott. Dilorenzo, il Consultorio di Ceccano sarà ancora operativo, nonostante le difficoltà in cui versa già ora? Senza una Psicologa?
Allargando la riflessione alla Provincia tutta abbiamo ascoltato che i Consultori sono numericamente molto al di sotto della potenziale utenza. Gli orari e i giorni di apertura insufficienti a prestare sostegno come dovrebbero. Al fine di sensibilizzare i cittadini ma soprattutto la politica, abbiamo cercato di mettere in evidenza questo problema sempre più urgente. Abbiamo provato ad intercettare la domanda che nasce forte specialmente fra le donne più giovani ma non solo. Per le donne i consultori sono di fondamentale aiuto e, come ha detto la consigliera Bonafoni “l’incontro con il consultorio può cambiare la vita di una donna come anche delle relazioni sentimentali che ella vive”. Delicata in particolare la condizione di eventuali gravidanze che, come sostiene la Legge 194, le donne hanno il diritto di vivere con serenità, nella scelta di una procreazione responsabile nel pieno rispetto delle situazioni molteplici e a volte difficili delle proprie vite personali, scelte cui proprio il Consultorio può rispondere garantendo sostegno, attenzione, e attivandosi per aiutare la donna a superare i possibili impedimenti alla scelta di divenire mamma, oppure accompagnandola, come la 194 vuole, alla interruzione volontaria della gravidanza. A questo proposito le relatrici ed il pubblico presente si sono interrogate sull’alto numero di Obiettori di coscienza della nostra Provincia: sfioriamo la totalità dei medici e anestesisti, la percentuale è salita al 99%. Come è evidente questi numeri stanno avendo una pesante ricaduta sulla applicazione della Legge 194 e, dati 2014, nella Provincia di Frosinone sono state effettuate 61 IVG a fronte di 393 donne che si sono rivolte ad altre ASL del Lazio per poter mettere in atto l’interruzione volontaria di gravidanza come è nel loro diritto. La domanda allora è: se la 194, nell’intestazione nonché nell’articolo1 garantisce la IVG, e se nell’articolo 9 garantisce la clausola di coscienza, con i numeri attuali di obiettori il bilanciamento tra i due diritti è mantenuto? Ovviamente no, visto che la IVG è di fatto impraticabile. La bilancia pende verso uno dei due diritti, quello all’obiezione, ma viene meno il diritto della donna all’interruzione volontaria della gravidanza.
Il nostro incontro è stato anche allietato da una visita guidata al Castello dei Conti e perciò rivolgiamo un ringraziamento speciale al signor Mario Tiberia, dell’Associazione Cultores Artium, che ci ha aperto il Castello al nostro arrivo, e ci ha accompagnato in una visita inaspettata, graditissima e molto interessante, date le approfondite conoscenze storiche che il signor Tiberia ci ha raccontato.

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