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Per una Cultura del Limite

Riflessione sul concetto di 'Limite' proposto dal filosofo Remo Bodei

di: Severo Laleo,

7 maggio 2016

Categorie: Cultura, Filosofia Politica

Scrive Remo Bodei nel suo agile e godibile “Limite”, uscito di recente nella collana “Parole controtempo” (e oggi non c’è parola controtempo più forte di limite) della Società Editrice il Mulino:

L’attitudine a riconoscere e distinguere i limiti è un’arte che va coltivata e praticata con cura, lasciandosi guidare, nello stesso tempo, dall’adeguata conoscenza delle specifiche situazioni, da un ponderato giudizio critico e da un vigile senso di responsabilità.”

Si tratta di un monito, da accogliere e gestire con prudenza, spuntante quasi improvviso tra le pagine di un’analisi storica e culturale dell’idea di limite lungo le quali il filosofo osserva, spiega e non prende posizione tra la cultura classica del “Niente di troppo” (si pensi all’iscrizione sul muro esterno del tempio  di Apollo a Delfi) e la cultura della modernità del “Multi pertransibunt et augebitur scientia” (‘Chi oltrepassa i limiti, accresce il sapere’ e dunque in questo caso si pensi a Francesco Bacone).

Anzi scrive: “… la domanda ‘Dove si trova, se si trova, la linea di demarcazione il buono e il cattivo, tra il lecito e l’illecito?’ è destinata a non avere risposta convincente e univoca”.

Il suo appello a quell’arte da coltivare di cui sopra è comunque forte e sincero. Ed è un invito a stare attenti, a riflettere, perché “il frequente superamento dei limiti sembra risvegliare in molti sogni di onnipotenza”.

E apre a un’etica da difendere “dalle prevaricazioni,
dagli abusi e dal caos”.
Non si può non essere d’accordo con Bodei:
bisogna chiedersi sempre, nell’era della dismisura, fin dove si può arrivare (anche nei rapporti tra le persone),
e interrogarsi con metodo per riconoscere e saper distinguere con responsabilità il valore del limite,
valutare con vigile responsabilità volta per volta
se superarlo (il pensiero corre anche al nostro pianeta). Tutto ciò deve davvero diventare “un’arte che va coltivata e praticata con cura”.

Occorre altresì una cultura del limite, con una
declinazione a sinistra, affinché venga pienamente rspettato l’art. 1 della Dichiarazione dei Diritti Umani. Dunque è necessario definire un limite alla ricchezza nonché alla povertà, un limite allo sfruttamento della natura e all’uso delle risorse energetiche, un limite alla violenza e forse anche un limite alla libertà dei singoli..

O no?

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