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IL DIRITTO DI ESSERE PADRE O MADRE E’ UGUALE PER TUTTI

Riflessione su paternità e maternità al tempo della precarietà esistenziale

di: parker85rg,

2 Marzo 2016

Categorie: Politica Interna

Mi ritrovo ad aver varcato la soglia dei 30 anni con tanti sogni che sono irrealizzabili.

Sarei voluto arrivare a questa età con la possibilità di avere un lavoro che non mi alienasse del tutto e dove la propria preparazione fosse al di sopra di tutto, invece mi ritrovo incatenato a un lavoro che potrebbe essere quello ideale  ma che purtroppo nei fatti si riduce ad un atto di forza di un leader padrone. Mi sento incatenato ad esso perché se solo mi sfiorasse l’idea di lasciarlo, potrei rischiare di rimanere per strada per tantissimo tempo ed uscire dal mercato del lavoro ( Già a 30 anni risulti essere vecchio!!!).

L’attuale riforma del lavoro non mi soddisfa per nulla, anzi mi spinge sempre più al pensiero di voler lasciare seppure con rammarico il posto al quale sento di appartenere. Mi consola solo il fatto di non essere solo ed essere circondato da tante altre persone forse più meritevoli di me ma messe molto peggio di me. Oggi purtroppo si è costretti a “vivere per lavorare e non viceversa”.

Un altro sogno era quello che nonostante il mio “essere diverso” potessi sognare di unirmi alla  mia anima gemella e poter accarezzare l’idea di poter creare una famiglia. Oggi questo sogno è stato infranto da un DDL frutto di giochi politici, dove il mio amore viene discriminato e considerato meno importante di tanti altri.  In Italia, il mio concetto di “fedeltà” viene considerato meno importante di quello che magari , ha il marito della Mussolini che si diletta nella collezione di baby squillo. Sono indignato, perché sto cercando di costruire un’immagine sicura di me stesso, ma poi devo essere demonizzato con il luogo comune dell’essere infedele perché una stupida legge sancisce pure la mia “moralità”….

L’idea di creare una famiglia è rinviata di qualche anno quando magari avrò 35 anni e molte persone che sono sulla soglia di decidere o meno nell’avere i figli, avranno riposto nel cassetto questo progetto in maniera definitiva per naturali limiti d’età.  Mi fa tenerezza quel ragazzo ( Io) che qualche anno fa scriveva di sentire innata la voglia di diventare padre, perché sognava e fremeva all’idea di poter condividere tutto quello che sta costruendo con sua figlia/o ma soprattutto trasmettere i suoi ideali che risultano essere migliori di quasi tutti i parlamentari che oggi ci rappresentano.

Io non parlo di maternità surrogata, anche se è una via che avrei seguito volentieri, nonostante i costi eccessivi. Io sto parlando dei tanti bambini parcheggiati negli orfanotrofi oppure provenienti dal terzo mondo. Chi è Alfano per venirmi a dire che io non posso dare una vita migliore a coloro che sono costretti a soffrire per tutta la vita, visto che ad una certa età diventano anche loro fuori mercato? Qua parliamo solo  di stepchild adoption (adozione del figlio del compagno/a), dove io devo “sperare” nella morte della madre per poter diventare effettivamente qualcuno per il figlio del mio compagno? Diverrei un padre di serie B. Perché non pensare ad una legge che includa anche per le famiglie “diverse” la possibilità di adottare e magari creare un sogno comune che non sia il frutto di relazioni al di fuori della coppia?  Se deve essere fatta una legge, la Cirinnà dovrebbe valutare anche questi casi “marginali” ma che renderebbero la vita di tanti emarginati, molto migliore di quella attuale.

parker85rg

Alberto, 30 anni, consulente del lavoro e amministrativo contabile.

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