Esse - una comunità di Passioni

Fulmine è oltre il ponte

Francesco Samuele intervista l'Autore "William Domenichini"

di: Francesco Samuele,

21 ottobre 2017

Categorie: Cultura, La Sinistra, Storia

Caro Willi, ben ritrovato! Siamo amici di vecchia data, ma era un pò che non ci si sentiva … e questa sembra proprio essere l’occasione giusta! Ma dimmi un pò: chi è Fulmine?
Il suo nome anagrafico è Ciro, mio nonno, classe 1922, partigiano combattente nelle fila della brigata Val di Vara, comandata da Daniele Bucchioni, insignito del brevetto Alexander (il certificato del patriota), di due croci al merito per l’attività partigiana e della medaglia dei volontari per la Libertà. Oggi Ciro è un arzillo giovanotto di 95 anni, un signore che tutte le mattine prende la sua auto, va a fare la spesa, torna a casa dalla moglie (91 anni), pranza, poi se ne va al circolo del paese per farsi qualche mano a scopone. Per inciso, vince quasi sempre.
Fin da bambino quest’uomo mi raccontava le sue storie di partigiano, quasi due anni passati tra i monti della Lunigiana, insieme a molti altri componenti della famiglia, a tanti compagni di infanzia ritrovati dopo l’8 settembre ’43.
Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro?
Ho iniziato a raccogliere le memorie di mio nonno partigiano, racconti che ho iniziato ad ascoltare fin da quando ero un ragazzino, per non rischiare di perdere un patrimonio di storia, di vita, di valori che non possono essere lasciati alla tradizione orale, per la loro importanza e la loro intensità. Così, due anni fa, ho cominciato a trascrivere le sue vicende. Una storia che inizia nei giorni precedenti l’armistizio dell’8 settembre ’43 e che si sviluppa fino alla Liberazione, nella primavera del ’45. Questa storia non è solo la sua storia, ma dei tanti compagni di lotta partigiana, di quelli che come lui sono sopravvissuti e di quelli che hanno perso la vita, delle persone che ha incontrato, e perfino di quelle che incontrò solo dopo la guerra, ma che il caso ha fatto intrecciare senza nemmeno che ne fossero consapevoli, come nel caso di sua moglie. Una volta trascritti questi ricordi mi sono trovato tra le mani un materiale straordinario di esperienza di vita, che conoscevo solo nelle sue parti, senza avere una visione globale. Questo materiale mi ha stimolato a condurre ricerche, all’Istituto storico della Resistenza spezzina ed negli archivi di Stato di Massa e di Genova, dove ho trovato molto materiale per dare una cronologia alle sue storie, per ricostruire i personaggi che lo hanno accompagnato nella sua vicenda.
Parlami meglio del progetto: perchè hai scelto il crowdfunding?
Intanto cominciamo con il dire che questa parolona significa “produzione dal basso”, una raccolta fondi che non significa solo prenotazione del libro, ma partecipare alla sua produzione.
Perchè credo che sia un modo ancora più coinvolgente per legare il lettore ad un libro, che rende libero l’autore e l’editore, perchè il suo vincolo è solo con chi coproduce dal basso la propria opera. Devo dire che la scelta è stata anche legata al modus operandi della casa editrice.
Ho proposto il mio lavoro alla Marotta&Cafiero, storica casa editrice partenopea rilevata nel 2010 da Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo dell’associazione Vo.di.Sca. (Voci di Scampia), attraverso i progetti sociali che sta realizzando, come la Scugnizzeria, un laboratorio di creatività che mette insieme teatro, editoria, cinema ed arte, o come Made in Scampia che vuole rilanciare il carattere di un quartiere difficile attraverso le sue tipicità, la cultura. Questa attività sociale straordinaria si sposa con una politica editoriale che punta su libri stampati con carta riciclata al 100% (Certificata da Der Blaue Engel ed EU Ecolabel), con inchiostri senza piombo a base vegetale e acquosa, rilegati con colle senza plastificanti ed utilizzando “font” ecologico (risparmiando oltre il 30% d’inchiostro), rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 (il contenuto di tutti i libri può essere utilizzata a scopo didattico gratuitamente) e sono prodotti con il crowdfunding, che realizzano attraverso il loro sito www.marottacafiero.it,
Tuo nonno ha avuto un’influenza determinante nella tua formazione?
L’ha avuta a suo modo. E’ sempre stato molto discreto e aperto, non ricordo mai che avesse imposto un suo punto di vista. Nel libro racconto la sua esperienza, nato e cresciuto nel regime fascista, con un padre che era stato in esilio perché socialista aveva preso parte ad alcune contestazione del nascente regime fascista, e poi rimpatriato per un’amnistia dei reati ritenuti minori. Suo padre chiuse definitivamente la sua parentesi militante, per paura di coinvolgere la famiglia, ma quando arrivò l’8 settembre il mondo si ribaltò.
Fulmine ha fatto parte di quella parte del paese cresciuta nel fascismo, che viveva con insofferenza le ingiustizie ed i soprusi di un regime totalizzante. Quando ebbe la sua possibilità di scegliere preferì la fame, il freddo e rischiare la vita ogni giorno, e diventare un partigiano. Ai monti si è avvicinato alle idee socialiste, come il padre, in un accezione molto semplice, ossia che sta dalla parte di chi è sfruttato. Devo dire che non mi ha mai indottrinato, anzi, mi ha sempre incentivato ad usare il mio pensiero, criticamente. Quando parliamo di politica, spesso mi “rimprovera” di essere troppo radicale, io gli replico che è il colmo detto da uno che ha imbracciato un mitra per conquistare la libertà.
Cosa può trasmettere la storia di Fulmine?
Questa è una storia nata da racconti che rasentano la cronaca, una storia che parla di scelte, di come la Storia con la S maiuscola non sarebbe tale se non vi fossero uomini e donne che la animano. Non è la vicenda di uno statista o di un generale, ma la storia di una parte di quel popolo che ha scelto da che parte stare, senza troppi fronzoli e senza nessuna retorica.
Io credo che possa aiutarci a ricordare che nella vita occorre fare delle scelte, che è necessario prendere una parte, per salvarsi la vita, per salvarla ai propri cari, per non di vivere una vita con la testa nella sabbia, consapevoli che si possa sbagliare, appunto come scriveva Calvino: “Non è detto che fossimo santi, l’eroismo non è sovrumano. Corri, abbassati, dai balza avanti! ogni passo che fai non è vano”.

Francesco Samuele

Sono nato a Roma nel 1967, ho vissuto in Molise fino a 18 anni, poi per ragioni di studio ho vissuto prima a Teramo, poi a Parma dove mi sono stabilito definitivamente. Laurea in giurisprudenza, con tesi in Diritto delle assicurazioni. Faccio politica da oltre 25 anni, dal movimento studentesco della Pantera, per approdare tra le file di Rifonzazione comunista, partito nel quale sono stato per anni in segreteria provinciale, occupandomi di economia, lavoro e welfare. Ho lasciato Rifondazione nel 2014 e da allora lavoro, con la comunità di passioni di Esse per un nuovo, grande Partito della sinistra. Attualmente sono membro del Comitato operativo regionale dell'Emilia Romagna di Sinistra Italiana, nonchè co-portavoce provinciale.

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