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PERCHE’ VOTO NO

La costituzione più bella del mondo

di: Antonio Foti,

5 dicembre 2016

Categorie: Italia, Politica Interna

Si chiude una campagna referendaria appassionata e molto intensa… Dai toni molto accesi. Ho cercato di dare il massimo. Mi sono confrontato con moltissime realtà e soggetti che hanno condotto una campagna straordinaria senza mai fermarsi. Negli ultimi mesi ho spiegato i motivi che mi hanno spinto a votare NO, cercando di restare nel merito del testo di Riforma. Una riforma pessima sotto molteplici aspetti.
Ne Lo spirito delle Leggi Montesquieu scriveva: “chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti. Perché non si possa abusare del potere occorre che il potere limiti il potere”.
Il governo che assume l’iniziativa di promuovere un ddl di revisione costituzionale si pone al di fuori della logica del costituzionalismo.
Non solo, l’accoppiata Italicum – revisione costituzionale rende evidente come il vero obiettivo della riforma sia lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo. Tra l’altro mantenendo la forma di governo parlamentare.
Aver spaccato il paese proprio sul terreno dei principi costituzionali rappresenta un passaggio di grave irresponsabilità politica ed istituzionale. Le Costituzioni hanno una loro caratteristica fondamentale… la loro proiezione futura… la capacità di durare nel tempo, la capacità di porsi fuori dalla contesa politica. Se anche la Costituzione diventa oggetto di contesa allora il rischio è quello di perdere quel residuo di stabilità istituzionale che ancora esiste.
Fuori dai tecnicismi, dopo i vari confronti si avverte la necessità, anzi, oserei dire l’urgenza, di ricostruire il campo del centro sinistra. C’è una domanda di sinistra che non riesce purtroppo ancora a trovare una risposta, uno spazio su cui riconoscersi.
Per non ripetere gli errori del passato è necessario fare, prima di tutto, una profonda autocritica … Il “Renzismo” non nasce per caso… Dobbiamo riprendere il dialogo e il confronto, cercando di ricucire con quei mondi che abbiamo con superficialità abbandonato. La scuola, la rete degli studenti, il mondo del lavoro, le realtà ambientaliste… Riscrivere l’agenda del centro sinistra… i temi dello sviluppo sostenibile, ambientali, del lavoro, della sanità ecc ecc…
A Roma è nata una piattaforma importante, una piccola fiammella la quale, dopo il 5 dicembre, andrebbe alimentata con l’obiettivo di riprendere la ricostruzione di un centro sinistra rinnovato, che abbia una spinta propulsiva radicalmente alternativa.
In questi mesi abbiamo assistito a dibattiti e confronti surreali soprattutto nei contenuti. Una continua banalizzazione della Riforma costituzionale. Si ragiona per slogan. Inaccettabile questo approccio. Stiamo parlando di più di 40 articoli della costituzione.
Questa Riforma non unisce ma divide. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il Porcellum, il popolo sovrano è stato spodestato e se manca la sovranità, cioè la capacità di decidere da noi della nostra libertà, quella che chiamiamo Costituzione non è più tale. La Costituzione, come dice il Prof. Zagrebelsky, è espressione della sovranità… Se manca la sovranità non c’è Costituzione.
Un impegno comune quindi … opporsi alla perdita della sovranità, difendendo la nostra libertà.
Chiudo con le parole di Piero Calamandrei: “La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare”.
Ecco… Da giorno 5 in poi impegniamoci tutti ponendoci come obiettivo quello di ricucire il tessuto sociale di un paese spaccato in due attuando e realizzando finalmente quella che, per tutti noi, rappresenta la Costituzionale più bella del mondo.
Domenica… un mare di NO… !!!

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