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Quanto è giusto il mondo

Poesie dal cambio dei mezzi di produzione n. 1

di: Francesco Pancetta,

30 maggio 2016

Categorie: Cultura

Quanto è giusto il mondo

capelli arricciati foto cioccolato belga e applausi

ciminiere computer palazzi vacanze e benzinai

e poi manciate di cadaveri come caramelle

tra bombe cave e coltan

più una discoteca un i-phone una guerra e il nulla

e ancora cadaveri

ed altri cadaveri ancora di cadaveri di altri cadaveri

neri gialli mulatti bianchi

su barche in foreste

sotto il mare sotto le coperte

a nord come a sud

nei campi e nelle officine

a casa loro a casa nostra

solo presi a calci e fango

con pane marcio e colera

dove con un passo

i neon gli schiavi e le puttane

sono i confini dell’occidente

poi mi blocco

la pena di me stesso

si anima di illusioni

e vi stringo

morti e vivi

nella scia di una speranza

che batte il tamburo

della morte

nei giorni persi

nella luce

dove siamo solo uguali

massa indistinta dell’amore

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