Esse - una comunità di Passioni

Viva le Donne!

e un grazie a tutte quelle che in passato hanno lottato per il nostro presente

di: Roberta Danovaro,

8 marzo 2016

Categorie: Diritti, Società, Stato Sociale

Nelle società occidentali degli ultimi decenni dell’Ottocento giunse alla ribalta una “questione femminile” che sfidava la logica contraddittoria dell’uguaglianza umana: tutti gli uomini sono uguali, ma non tutti gli esseri umani sono uomini.

 

I primi movimenti femministi organizzati di matrice borghese e liberale, chiedevano l’istruzione delle donne, l’accesso al lavoro retribuito e l’annullamento della “naturale” subordinazione al maschio nell’ambito familiare. Solo alla fine del secolo prese corpo una vera e propria rivendicazione femminile all’interno del panorama socialista, avendo come fine il suffragio.

In questo periodo storico il protagonismo femminile veniva associato alla modernità e la visibilità delle donne nella sfera pubblica aumentò costantemente nel corso del secolo XIX. Un argomento di discussione diffuso ben oltre le cerchie del femminismo.

Questa apparente avanzata delle donne veniva però riassunta dal mondo maschile in un’espressione molto eloquente: femminilizzazione della società.

Un forte pericolo per la virilità maschile, tema importante e attuale nella nostra contemporaneità.

 

Oggi però si vuole ricordare una data storica, importante e rappresentativa: l’8 marzo.

Durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste (antecedente alla II Internazionale socialista) a Copenaghen nel 1910, Aleksandra Kollontaj (russa) e Clara Zetkin (SPD e direttrice della rivista l’Eguaglianza) proposero di unificare le varie giornate della donna e di lanciare un’unica giornata internazionale che avesse come tema il diritto al voto.
Poi venne la Grande guerra e il 23 febbraio 1917 del calendario giuliano (l’equivalente del nostro 8 marzo), le operaie e contadine di Pietrogrado manifestarono contro la guerra in atto.
Il 14 giugno del 1921 a Mosca durante la Conferenza internazionale delle donne comuniste venne ripresa la proposta del 1910 e fu adottata la data dell’8 marzo come giornata dell’operaia in ricordo delle lavoratrici che si ribellarono allo zarismo.

 

In Italia solo nel 1942 nacque un movimento femminile organizzato: la Unione Donne Italiane (UDI), grazie a Rita Montagnana Togliatti, Maria Romiti e Giuliana Nenni. In ogni caso solo dal 1968 in poi si potrà parlare di vero e proprio femminismo in Italia.

Una breve lista per ricordare alle donne che nulla è scontato:

  • Il diritto alla famiglia, fra cui la cancellazione dal codice penale dell’attenuante per delitti d’onore e l’obbligo per le ragazze minorenni di accettare il “matrimonio riparatore”.
  • Legge sul divorzio.
  • Legge sull’aborto.
  • Consultori e asili nido.
  • Legge sulla violenza sessuale.

 

In Italia dal 1946 in poi abbiamo conquistato diritti e doveri, lottato, vinto e perso,

non dimentichiamo le donne del nostro passato.

 

 

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