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Bruxelles: contro il terrorismo, saluti romani

La manifestazione contro la paura macchiata da inutili neonazisti

di: Chantal Samuele,

27 marzo 2016

Categorie: Europa, Politica Estera

Ci troviamo a Place de la Bourse, alle spalle della Grand Place. Monsignor Joseph De Kesel apre questa giornata di cordoglio parlando di responsabilità, la nostra: responsabilità verso le persone più indifese e vulnerabili, coloro che scappano da guerra e miseria. E’la “mondializzazione dell’indifferenza” la minaccia più preoccupante, e prosegue invitando ad essere “solidali alla sorte di tutti gli esseri umani”. Quella di oggi avrebbe dovuto essere una manifestazione pacifica, tributo per le vittime degli attacchi terroristici che hanno colpito la capitale belga. “Non in nome dell’Islam” recita un cartello, nascosto da bandiere di tutto il mondo. E’la piazza dei gessetti, dei messaggi, del rispetto.
Purtroppo, a queste immagini dobbiamo contrapporne altre, raccapriccianti. Via dello shopping, zona pedonale nel centro città: un folto gruppo di neonazisti sta avanzando verso la piazza, una piazza che fino ad ora ha solo commemorato i defunti. “Qui siamo a casa nostra” urlano, intonando cori d’intolleranza. Per queste strade avrebbe dovuto svolgersi una marcia contro la paura, annullata ieri. I mezzi della polizia cercano di respingere e disperdere i facinorosi, quelli che chiedono che la violenza venga fermata con altra violenza. Ricordano da vicino coloro i quali affermano di esportare la democrazia con mitragliatrici e cacciabombardieri. Hanno i cappucci in testa per non essere riconosciuti, e sono completamente, ed orgogliosamente, vestiti di nero. Non il nero del lutto, no: quello delle camicie che portavano gli iscritti al Partito Nazionale Fascista. Ed eccoci dinnanzi allo squadrismo del nuovo millennio. La violenza prende la scena. La polizia è costretta all’utilizzo di cannoni ad acqua e proiettili fumogeni. Dall’altra parte vediamo lanciare bottiglie, pietre, perfino cartelli stradali divelti. Quelle che dovevano essere le strade della memoria, sono ora le strade degli scontri, e della vergogna, la nostra. La vergogna del vedere che la storia, a molti, non ha insegnato niente. Il gruppo, composto da circa 500 hooligans provenienti dalle città di Vilvorde e Anversa, è purtroppo specchio del progressivo deterioramento delle coscienze umane. Perché se è vero che in Place de la Bourse la manifestazione è stata assolutamente pacifica, è anche vero che gli oltre 60 morti a Lahore, in Pakistan, oggi da noi occidentali non verranno pianti né commemorati. Eppure, pensavo che gli esseri umani soffrissero e morissero tutti allo stesso modo.

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