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Donne per l’Europa. Tra Gran Bretagna e Ventotene

Joanne Cox e Ursula Hirschmann: due Vite spese per un IDEALE.

di: Daniela Mastracci,

17 Giu 2016

Categorie: Politica Estera

Tra una settimana il Referendum in Gran Bretagna.

Brexit o Remain? Il Regno Unito di fronte ad una scelta forte. Essere o non essere Continente Unito? Restare al di là del mare o continuare a costruire ponti solidi con l’Europa continentale?

Il Canale della Manica è stato ponte verso la liberazione dal nazismo. Mi pare un simbolo di unione ma potrebbe tornare ad essere un tratto di mare agitato e pieno di correnti pericolose. Una striscia di mare a dividere la vecchia Inghilterra dalla vecchia Europa.

Ci si passa attraverso. Ci si naviga dall’Atlantico al Mare del Nord. Mette in comunicazione la Penisola Scandinava, la Danimarca, le Repubbliche Baltiche con la vastità dell’Oceano, con Gibilterra, con il Mediterraneo. Quasi ad esserci per questo, mi verrebbe da dire! Uno squarcio nell’interezza del continente, affinché il Nord e il Sud possano comunicare. Ma cosa diventa se vince Brexit? Cosa ne sarà di Schengen? Cosa ne sarà delle “quote” migranti, che non mi piacciono, ma che la necessità di collaborare, anche con metodi per me opinabili, rende fondamentale?

Non posso avanzare ipotesi sul voto. Pare stiano testa a testa, più o meno. Io mi auguro che vinca Remain. Come due anni fa mi auguravo che vincesse il No all’indipendenza della Scozia dall’Inghilterra. Ero a Edimburgo, le settimane precedenti, e vivevo in casa di una fantastica donna scozzese che faceva campagna per l’indipendenza: ma ne parlavamo sorridendo, consapevoli entrambe che le ragioni non sono mai “ultime”; e con questo spirito ridevano e ci prendevamo un po’ in giro. Poi ha vinto il No e la Scozia e l’Inghilterra sono rimaste assieme.

Non posso prevedere alcun esito per il Referendum che si avrà il 23 giugno, ma posso sottolineare una morte che fa impressione, e a ragione! Helen Joanne Cox, 41 anni, è stata uccisa da un nazionalista di estrema destra, il quale l’ha aggredita urlando: “Britain first!” (“La Gran Bretagna prima di tutto”). Lei era per il ‘Remain’. Lei era per l’Europa unita. Lei era per un Regno Unito dentro l’Unione. Oggi l’accosto, questa donna morta, ad un’altra grande donna: Ursula Hirschmann.

L’Europa era la sua Casa. Ursula ha detto: “Non sono italiana benché abbia figli italiani, non sono tedesca benché la Germania una volta fosse la mia patria. E non sono nemmeno ebrea, benché sia un puro caso se non sono stata arrestata e poi bruciata in uno dei forni di qualche campo di sterminio […] Noi déracinés dell’Europa, che abbiamo cambiato più volte di frontiere che di scarpe, come diceva Brecht – questo re dei déracinés – anche noi non abbiamo altro da perdere che le nostre catene in un’Europa unita e perciò siamo federalisti”.

L’accosto a Joanne Cox, perché Ursula ha collaborato a pensare e redigere il “Manifesto di Ventotene”, la cui anima si può riassumere nella «definitiva abolizione della divisione dell’Europa in Stati nazionali e sovrani». Ciò avrebbe cancellato, nella visione di Spinelli, Rossi, Colorni e la Hirschmann, «la linea di divisione fra i partiti progressisti e i partiti reazionari». Il fine della politica non sarebbe più stato la conquista del potere in ambito nazionale, ma «la creazione di un solido stato internazionale».

E allora l’accosto perché, come Joanne, Ursula ci ha creduto, e ci ha creduto così tanto da rischiare la vita per portare fuori dell’isola di Ventotene un vento di pensiero lungimirante e appassionato. Date le condizioni storiche di un’Italia fascista e di un’Europa in guerra, si trattava di un vento che avrebbe potuto ammazzarla. Per riuscire a scamparla doveva inventarsi qualcosa: la perquisizione al ritorno da Ventotene poteva costarle la vita se le avessero trovato addosso il Manifesto. Ma l’ingegno sarà più grande della ristrettezza fascista, e Ursula ce la farà. Si inventarono un sistema geniale, fantasia inimmaginabile: solo la passione politica può tanto! Era l’agosto del ’41 e il Manifesto venne trascritto su cartina di sigarette e infilato in un pollo: così Ursula è scampata alle perquisizioni e così è riuscita a portare quella magnifica idea in Italia e in Europa.

E oggi voglio ricordarla perché mi sta a cuore quell’idea. Mi sta a cuore che si pensi internazionalmente e che magari certe idee, scritte e amate, vengano messe in pratica, piuttosto che osteggiate e incolpate di ogni contemporanea sciagura.

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