Esse - una comunità di Passioni

Lʼocchio dʼoro

una lirica nata dopo un incontro casuale, con un sopravvissuto di 20 anni a uno dei molti naufragi.

I.

La guerra è guerra. È guerra. Un occhio giallo.
Nel peschereccio nero dei vagiti
nascondono le onde un tetro ballo
di maschere, cadaveri e detriti.

Riaffondano la notte e ancora schiuma
di nero sangue già rappreso un foro
che il mare vide orribile e la luna
dentro la cieca notte. Un occhio dʼoro.

II.

Ma tu chi sei che adesso torni a riva
come Odisseo più pallido dormiva?

Sognando va lʼeroe unʼantica diva
che sciolga il sangue in lacrime e saliva.

Ma tu chi sei se sempre a quella stiva
ritorna la tua anima abusiva?

Abbarbicata a un tronco alla deriva
è una purpurea alga, morta e viva.

Così ci disse in altro modo Ghedi
che attraversò il naufragio che non vedi.

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