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Proviamo a ricostruire la Sinistra, ancora una volta

Il recente articolo scritto dal giornalista Marco Damilano su Berlinguer mi ha colpito, perché a mio giudizio segnala un nodo politico non di poco conto.
Provo a dirla così: il 1989 è terminato!
Certo, direte voi. Intendo dire che finisce quel lungo cammino che ha cercato in vari modi di ricostruire un filo con il più grande apparato culturale, politico, burocratico, ossia il PCI.

Prima il Pds, poi tutte le sue trasformazioni (chi oggi considera queste ultime solo un’operazione di slittamento nel campo liberista non tiene conto del contesto: mentre facevamo il Pds, nascevano Silvio Berlusconi e il suo pensiero politico, il suo ventennio)
Poi l’incontro tra Moro e Berlinguer… Poi l’Ulivo
Infine il PD forse è stato l’estremo tentativo per cercare di battare la Destra liberista populista incarnata da Berlusconi.
La mia e l’opposizione di alcuni compagni al quel progetto fu dettata dai limiti culturali di quella strategia.
Un semplice aggancio alla tradizione del socialismo europeo non poteva essere l’alternativa capace di ribaltare le sorti di un Congresso, visto lo stato della Sinistra socialista europea.
Non sarebbe bastato un generico appello a valori. Peraltro Renzi aderì al PSE.

E da lì 11 anni di tentativi più o meno fallimentari.
Non voglio cavarmela solo con limiti personali dei vari attori; inevitabilmente si è caduti o in una forza residuale (sostenuta da un leader televisivo) o nell’ultima operazione di ‘Liberi e Uguali‘ (una foto nobile di quel che eravamo).
E non possiamo cavercela nemmeno con un lavoro di scia con il sindacato: come non vedere le profonde trasformazioni nel mondo del lavoro, che interrogano la CGIL, che regge grazie ad un imponente (per fortuna) struttura organizzativa..? Non basta il radicale Landini.

Quindi? Beh, intanto occorre prendere atto della situazione, poi uscire da questo attuale limbo nobile ed a volte color nostalgia (sentimento affascinante, ma paralizzante), provare a navigare in mare aperto, lasciando certezze e costringere altri a fare altrettanto.
I nodi sono davanti.
Nuove tecnologie (tra l’altro per molti “89” corrisponde al primo algoritmo di Internet), produttività rispetto al Pianeta nonché alle sue forme di vita e democrazia solo per comodità l’immagino separate, ma sono tutte tremendamente interconnesse.
Perché non proviamo a mettere idee, proposte, analisi tra donne e uomini oltre le piccole o grandi sigle?

Proviamo, oggi, nel più alto punto di consenso a questa Destra, forte, che aderisce come una panciera alla parte più debole e spaventata della società italiana, fiaccata dalla crisi, che rischia di trasformare il nostro Paese in un modello di democrazia illiberale, proviamo a superare pigrizie, orgoglio di Partito (che peraltro non esiste) e mettiamoci a servizio della costruzione di un grande Partito italiano socialista.
Proviamo ad uscire dall’ipocrisia.
Proviamoci…


Angelo Zuppardo

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