Esse - una comunità di Passioni

A OTTANT’ANNI DALLA MORTE DI FEDERICO GARCIA LORCA

Un ricordo del grande poeta spagnolo, ucciso dai fascisti

di: Franco Astengo,

19 agosto 2016

Categorie: Cultura, Letteratura

Oggi 19 Agosto, ricorrono gli ottant’anni dall’uccisione da parte dei franchisti, di Federico Garcia Lorca.

Una figura luminosa e inimitabile della cultura europea; il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei principali rappresentanti del teatro moderno. La sua poesia, centrata principalmente sui temi del destino e della morte, affonda le radici nella cultura andalusa, caratterizzata da una fusione di elementi arabi e gitani. I suoi versi cantano passioni umane elementari in una forte compenetrazione di sogno e realtà. I lavori teatrali, oltre a far propria l’eredità dei canti gitani, mutuano elementi dei canti tradizionali spagnoli e della poesia surrealista. La lingua fonde spontaneità e raffinato lirismo, creando immagini sorprendenti e originali metafore.

L’assassinio di Garcia Lorca avvenne all’inizio della tragica guerra spagnola che si sarebbe poi protratta per altri anni fino al 1939, con la dissoluzione della repubblica e l’avvento di un regime di tipo fascista.

Quel delitto fu considerato da tutta la cultura progressista europea un vero e proprio sfregio, un atto di selvaggia prepotenza verso chi osava ancora cantare la libertà di espressione, di azione, di vita.

Un esempio lampante dell’oscurantismo rappresentato dal fascismo spagnolo, espressione della profonda arretratezza culturale e politica dell’aristocrazia e della borghesia spagnola ancora fondata, in pieno ‘900, sul feudalesimo latifondista capace di sterminare centinaia di migliaia di persone per affermare ancora il proprio anacronistico potere.

Oggi giunge la notizia della riapertura di un’inchiesta su questo assassinio, condotta dal giudice argentino Mario Servini che già dal 2010 si occupa dei crimini compiuti dalla dittatura franchista.

La notizia è fornita da un articolo del “Manifesto”: l’inchiesta di Servini si basa su di un rapporto della polizia spagnola del 1965 dove si chiarisce che il poeta era considerato “socialista e massone”, e lo si accusava di “pratiche omosessuali”e per questi motivi probabilmente “passato per le armi”.

E’ il caso, oggi in questa ricorrenza, ricordare Garcia Lorca come poeta sacrificato quale esempio di autonomia di pensiero e di espressione artistica, perché in questi tempi così bui ne rimanga viva la memoria e l’esempio della sua grande capacità di rappresentare l’avanguardia, la sperimentazione, il futuro.

A monito perché tutti i fascismi siano respinti.

L’opera immortale di Garcia Lorca, quella per la quale è ancora oggi unanimemente ricordato è questa celebre poesia:

A las cinco de la tarde.
Eran las cinco en punto de la tarde.
Un niño trajo la blanca sábana
a las cinco de la tarde.
Una espuerta de cal ya prevenida
a las cinco de la tarde.
Lo demás era muerte y sólo muerte
a las cinco de la tarde.

[Alle cinque della sera.
Erano le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
alle cinque della sera.
Una sporta di calce già pronta
alle cinque della sera.
Tutto il resto era morte e solo morte
alle cinque della sera.]

El viento se llevó los algodones
a las cinco de la tarde.
Y el óxido sembró cristal y níquel
a las cinco de la tarde.
Ya luchan la paloma y el leopardo
a las cinco de la tarde.
Y un muslo con un asta desolada
a las cinco de la tarde.
Comenzaron los sones de bordón
a las cinco de la tarde.
Las campanas de arsénico y el humo
a las cinco de la tarde.
En las esquinas grupos de silencio
a las cinco de la tarde.
¡Y el toro solo corazón arriba!
a las cinco de la tarde.
Cuando el sudor de nieve fue llegando
a las cinco de la tarde.
cuando la plaza se cubrió de yodo
a las cinco de la tarde.
la muerte puso huevos en la herida
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
A las cinco en punto de la tarde.

[Il vento portò via il cotone
alle cinque della sera.
E l’ossido seminò cristallo e nichel
alle cinque della sera.
Lottano già la colomba e il leopardo
alle cinque della sera.
E una coscia con un corno desolato
alle cinque della sera.
Iniziarono i suoni di bordone
alle cinque della sera.
Le campane di arsenico e il fumo
alle cinque della sera.
Negli angoli gruppi di silenzio
alle cinque della sera.
E solo il toro ha il cuore in alto!
alle cinque della sera.
Quando arrivò il sudore di neve
alle cinque della sera.
quando l’arena si coprì di iodio
alle cinque della sera.
la morte depose uova nella ferita
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Alle cinque in punto della sera.]

Un ataúd con ruedas es la cama
a las cinco de la tarde.
Huesos y flautas suenan en su oído
a las cinco de la tarde.
El toro ya mugía por su frente
a las cinco de la tarde.
El cuarto se irisaba de agonía
a las cinco de la tarde.
A lo lejos ya viene la gangrena
a las cinco de la tarde.
Trompa de lirio por las verdes ingles
a las cinco de la tarde.
Las heridas quemaban como soles
a las cinco de la tarde.
y el gentío rompía las ventanas
a las cinco de la tarde.
A las cinco de la tarde.
¡Ay qué terribles cinco de la tarde!
¡Eran las cinco en todos los relojes!
¡Eran las cinco en sombra de la tarde!

[Un feretro con ruote è il letto
alle cinque della sera.
Ossa e flauti gli risuonano alle orecchie
alle cinque della sera.
Il toro già mugghiava dalla fronte
alle cinque della sera.
La stanza si iridava d’agonia
alle cinque della sera.
Da lontano viene la cancrena
alle cinque della sera.
Tromba di giglio per i verdi inguini
alle cinque della sera.
Le ferite bruciavano come soli
alle cinque della sera.
e la folla rompeva le finestre
alle cinque della sera.
Alle cinque della sera.
Ah, che terribili cinque della sera!
Erano le cinque su tutti gli orologi!
Erano le cinque in ombra della sera!]

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