Esse - una comunità di Passioni

AHAHAHAHA

Poesie dal cambio dei mezzi di produzione n. 3

di: Francesco Pancetta,

22 giugno 2016

Categorie: Cultura, Letteratura

Pubblichiamo con piacere una poesia estratta dalla raccolta: “POESIE DAL CAMBIO DEI MEZZI DI PRODUZIONE dall’eterno presente all’essente” donataci dall’autore Francesco Pancetta. Un aggregato paradossale poetico, di flussi mutanti e mai uguali in cui il racconto frenetico del procedere contraddittorio del movimento del Capitale nella Storia che impietoso e indifferente trasforma uomini e società in nome del profitto, si fonde con l’infinito mutare dei cosmi e delle nostre coscienze e universi, in un’epoca rivoluzionaria di cambio totale del sistema produttivo e di conseguenza di cambio culturale e sociale. Il racconto in poesia del varco e del viaggio che va dall’eterno presente nevrotico consumista all’essente materico di rottura di tutte le vecchie unità di misura, in cui ogni cosa è tutte le cose. Dove siamo solo essere umani dispersi nel mistero. Solo cose tra le cose nelle cose di cose dentro cose di cose.

La poesia AHAHAHAHA è contenuta nel capitolo intitolato “L’eterno presente”.

 

Ahahahaha ua’ hai visto quello su youtube? No okkei
Ma allora perché a voi con il cazzo non vi piace la poesia?
eppure l’altro ieri ero dalla stanza e i vicini ancora parlavano
della loro devozione
Gridavano Miracolo Miracolo Miracolo
la figlia era madonna aveva la minigonna
era una puttana se l’era cercata che miracolata
santo candore di share e dolore
magic sound disco party
elettro house che poi pregando è fica
lasciati annegare di silenzio
lingua
sputo
grida
ed ovunque le barchette fatte dai bambini era la pipì dei nonni
che rotolovano la ciminiera ossea della notte
e sbuffava sbuffava di nuvole piombo siluri e buoni sconti
madonna che casino
eh si perché era una discoteca asilo nido ospizio centro commerciale centro massaggi punto scommesse solarium crematoio piscina pisciatoio
quindi tutti che si facevano regali di cemento
e tutti a fare cacca con il mento senza senso
sputandosi addosso nella plastica al vento
mentre prendono il sole con il catetere di snoopy tra gli scaffali con l’asciugamano a giro vita unti di bava di vecchio abbronzante e cadavere migrante in carta di credito fumante
uhhhh e che palle tutto ritorna al ritorno
ma non torno più appena arrivato al porto
lasciando che le lune
fossero dune su cui tirare dei calci di rigore? Motel ad ore?
si forse
ma che non era neanche vero
ma si ma no
ma per me
per me
per me
per me
per me
lo era e non lo era
e si avvera
è vero
negli specchi geometria del nulla

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