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Amare riflessioni sulle elezioni regionali siciliane

Per fortuna c'è la bella candidatura di Fava

Le elezioni regionali siciliane diranno tantissimo sulla tenuta democratica della nostra regione. L’astensione è stimata alle stelle e la campagna elettorale non riscalda i cuori di nessuno.
Non ci sono comizi, volantinaggi, presentazioni ma solo degli squallidi “porta a porta” ricchi, con tutta probabilità, di promesse sterili e false illusioni volte ad alimentare le aspettative di quei pochi disincantati che credono ancora nel falso potere del clientelismo. È aperta ufficialmente la “stagione dei sogni” dove trovare un posto di lavoro sarà semplice come bere un bicchier d’acqua.
Insomma, una campagna elettorale caratterizzata da una montagna di cazzate che spingeranno la nostra Sicilia sempre più giù mentre i nostri giovani percorrono a centinaia, con biglietto di sola andata alla mano, la strada opposta.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di partiti forti, partecipati dove l’eterogeneità e la specificità dell’apparato riesce a coprire tecnicamente i vari settori della pubblica amministrazione.
Questi vanno strutturati democraticamente dal basso e con dirigenti capaci ed “allevati in casa”.
Non possono essere più trascurati politicamente i comparti del lavoro, scuola, formazione, diritti, immigrazione ecc ecc.
Molti partiti hanno a loro disposizione giovani militanti pronti a spendersi anche se, sempre più spesso, non gli viene riconosciuto il giusto spazio perchè si preferisce puntare sulla super star del momento che magari proviene da un percorso politico inverso. Così vecchi nemici diventano alleati e di conseguenza muoiono i partiti e con essi la buona prassi politica.
L’ingiustificata assenza della campagna elettorale e la scarsa qualità delle candidature presentate sono lo specchio di questa stagnante situazione politica.
La politica è diventata un semplice spettacolo per gli addetti ai lavori dove alcuni usano i giornali e i social come clave per affossare e denigrare alcuni candidati anziché altri, dove i più furbi sostengono apertamente inspiegabili candidature che giungono dei paesi più lontani della nostra provincia e, infine, dove gli eterni sconfitti si limiteranno, come sempre, ad ossequiare senza un minimo di spirito critico.
La gente, o come si diceva una volta il popolo, ha percepito lo scollamento fra politica ed eletto e presumiamo, in tutta sincerità, che non andrà a votare.
Il M5S di Giancarlo Cancellieri non incarna quei valori di protesta di un tempo perché di fatto, sono diventati sistema; Fabrizio Micari e la sua innaturale coalizione non riscuote l’appeal del suo maggiore sponsor Leoluca Orlando e Nello Musumeci, con la sua corazzata di partiti e liste, riproduce quello che di brutto è stata la Sicilia negli anni dei governi Cuffaro e Lombardo.
In tutto questo confuso marasma, c’è la bella candidatura di Claudio Fava che, fra 1000 difficoltà, sta provando a ricostruire una nuova sinistra rinforzata dalla scissione maturata all’interno del pd e da un nuovo entusiasmo generale.
Claudio Fava non ha bisogno di presentazioni perché rappresenta il vero voto utile, onesto e di classe e la dinamicità dei candidati nella lista “Cento passi per la Sicilia” ne sono una dimostrazione chiara: niente indagati, condannati, transfughi, lobby ma solo tanta voglia di svoltare, una volta per tutte, convintamente a sinistra.
Crediamo possa riuscire a recuperare il vasto popolo dell’astensionismo.

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