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Amministrative 2017 e prospettive future

Una riflessione su quale prospettiva abbracciare e proporre al popolo della Sinistra dopo i recenti risultati delle Elezioni amministrative

Elezioni amministrative Giugno 2017. Ogni tornata elettorale ci consegna la fabulazione dei pretendenti respinti. In quella attuale assume la forma della vittoria a “macchia di leopardo”.

Parole usate come i lenzuoli usati per occultare il cadavere, per dare dignità a quella morte violenta.

L’era dell’eloquenza volgare entra in perfetta simbiosi con la “macchia di leopardo”, in cui l’uno vale uno, ma anche con l’uno sempre più solo, isolato, a macchia di leopardo, solo fra mille altri, soli, abbandonati.

Il lavoro è a macchia di leopardo, la società è a macchia di leopardo, la cultura è a macchia di leopardo, come, a ben vedere, anche la civiltà. In una società a macchia di leopardo anche la vittoria a macchia di leopardo riecheggia come una vittoria populista in ossequio al paradigma del rispecchiamento.

Eppure come in un lapsus freudiano, se esiste la macchia, questa è la rappresentazione onirica della mediocrità che si circonda di minorità per inseguire il predominio permanente. E non so dir qual sia macchia peggiore fra questa o quella della minorità, stillante di riverenza acritica, che permette alla mediocrità la salita all’olimpo.

Tutto è vocato al mercato. Qui siamo al mercato delle parole. E nel mercato delle parole il leopardo è a mezza strada tra il giaguaro – che poteva essere smacchiato – e il gattopardo icona popolare di un mutamento che non cambia le sorti, che sopisce le speranze, che annienta l’operosità.

Questo ci consegna la consultazione elettorale: molte ombre, niente luci e tanto declino. Ci consegna l’immagine di una società fatta a pezzi, divisa fra mille tifoserie ululanti. Il compito nostro è rimettere insieme i pezzi alla deriva nel mare dell’ambiguità e del predominio. Il compito nostro è nuotare controcorrente nel torrente della competizione solitaria e dare a tutti una riva sicura.

Occorre dismettere il mercato delle parole e ridare un senso a parole semplici che si connettano alla ragione ed al cuore delle persone.

Il popolo ci chiede una nuova storia e ci richiama ad una grande responsabilità. Non possiamo più permetterci ridotte minoritarie e nemmeno la protezione di ceti politici inneggianti alla purezza.

Non possiamo più permetterci la politica fatta di ambiguità di pensiero. Saremo tanto più credibili più il nostro progetto sarà semplice e chiaro. Non ci serve l’unione delle tribù indiane, ma abbiamo bisogno di una grande forza che sappia risollevare le sorti del paese.

Abbiamo bisogno della responsabilità di tutti.
Abbiamo bisogno di dare una speranza al nostro popolo. Abbiamo bisogno di mettere in connessione le nostre piazze.

Abbiamo bisogno di tutto tranne che di macchie di leopardo.

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