Esse - una comunità di Passioni

Alla mia Sinistra

una suggestione

di: giulio di donato,

2 marzo 2016

Categorie: Archivio

sogno di una notte di mezza estate

Girovagando per le strade della periferia romana, mi imbatto in un gruppo di giovani che volantinano all’angolo di una via. Mi fermano, il tono è accalorato. Mi parlano della loro condizione di disagio e sofferenza sociale, chi disoccupato, chi precario, ognuno alle prese con le tante difficoltà che attanagliano la loro quotidianità. Potrebbero cercare una propria scorciatoia, una personale via di salvezza, ma non lo fanno: vogliono mettere in comune questa loro condizione per portare avanti una battaglia collettiva, caricando così di un forte significato politico la propria rabbia e l’insieme delle loro rivendicazioni.
Prendo nel frattempo un volantino, lo leggo. Si tratta di un appello forte e appassionato rivolto all’intero mondo dei vecchi e nuovi sfruttati. Quasi una chiamata alla lotta politica sul modello “proletari” (vecchi e nuovi) di tutto il paese unitevi e organizzatevi.
Le parole d’ordine sono lotta alle disuguaglianze, alle vecchie e nuove povertà, lotta al precariato e alla disoccupazione, radicale redistribuzione della ricchezza e del lavoro, nuovo intervento pubblico, politiche pubbliche per il lavoro, riconversione ecologica dell’economia, democrazia economica, alternativa di sistema dentro un diverso modello di Europa, potenziamento e universalizzazione del sistema di welfare, salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro, primato della politica sui processi economici, incentivo a forme produttive cooperative e partecipative, lotta dura ad evasione e corruzione, diritti civili, ecc; insomma, tutto l’armamentario di idee e proposte che un tempo sarebbe stato identificato con il variegato mondo della sinistra radicale, ma che ora viene declinato con un linguaggio semplice e di immediata comprensione, e senza appesantimenti ideologici.
Si fa rinvio al giorno X, quando si terrà un’assemblea di piazza aperta a tutti, in uno dei quartieri più popolari di Roma. Solo allora si farà il punto di ciò che andrà fatto (sul tavolo già ci sono tutta una serie di campagne e mobilitazioni), si ragionerà su quali forme (sperimentandone di inedite e più efficaci) di conflitto sociale praticare, e si capirà che tipo di organizzazione darsi per favorire la massima partecipazione e il massimo coinvolgimento possibile (anche attraverso un sapiente utilizzo del web).
Su tutti questi punti sono stato ampiamente rassicurato. Perchè è talmente forte e sentita l’urgenza di trasformare lo stato di cose presente (utilizzando a tale scopo tutti gli strumenti, istituzionali e non, possibili e praticabili), e con esso la propria condizione di disagio e sfruttamento, che tutto il resto verrà da se, e non ci sarà tempo e modo di accapigliarsi su questioni secondarie o strumentali. Nel frattempo si capirà come aiutarsi e sostenersi a vicenda, e come adoperarsi fin da subito per il bene della propria comunità.
Alla fine la strada intrapresa sembra quella giusta: ricostruire un nuovo blocco sociale accumunato dalla coscienza di vivere una stessa condizione di ricatto e sfruttamento. Una nuova massa critica politicamente significativa capace di produrre conflitto e di esercitarsi generosamente in opere di mutualismo e di solidarietà per affrontare le emergenze oggi più impellenti, anche replicando e rilanciando, su più larga scala, quelle esperienze di auto-organizzazione sociale dal basso già esistenti, come ad inaugurare, nel conflitto, un nuovo modo di fare economia, di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente circostante.

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giulio di donato

Romano. Militante di base. A Sinistra, in direzione ostinata e contraria.

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