Esse - una comunità di Passioni

La banalità del male

L'indifferenza letale

Mi sono sempre chiesto come facessero i tedeschi degli anni Trenta e Quaranta a non capire cosa stesse succedendo, a sopportare e di fatto rendersi complici delle crescenti violenze praticate dal partito nazista.

Eppure non è così difficile capirlo. Da quando Di Maio ci ha detto che le ONG che salvano i migranti sono cattive, da quando Minniti ha chiuso un accordo con la guardia costiera libica, nessuno pare più curarsi del fenomeno migratorio: tutto risolto?
NO. Gli sbarchi forse sono diminuiti, ma non i morti in mare, e nemmeno le violenze subite da degli esseri umani colpevoli solo di voler vivere.

Forti dell’accordo ufficiale con lo Stato italiano, le milizie libiche sparano contro le navi delle ONG durante le fasi di salvataggio, costringendole a fuggire e ad abbandonare all’annegamento decine di persone.
Nel mentre, sulle imbarcazioni della guardia costiera libica (imbarcazioni fornite da Italia e Europa), i migranti vengono frustati con grosse funi, violentati, pestati e rigettati in mare.

Sulla terra ferma, persone fuggite dalla guerra o dalla fame, da un luogo in cui non possono o non vogliono più stare, persone che da anni vagano superando deserti, violenze, rapimenti, furti, ricatti e omicidi, vengono catturate e rinchiuse in campi di concentramento che nulla hanno da invidiare a quelli nazisti, in cui infine muoiono.
Questo è di fatto l’accordo fra Italia e Libia, perché le milizie africane tengano lontane dalle nostre coste questi disperati, ma questo avviene da anni anche in Turchia.

In patria, pare non interessare a nessuno.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: l’opinione pubblica non sa o non vuole sapere, e la stessa politica, seguendo i trend dei media, finge di credere che il problema non sussista.
La Sinistra pensa a unirsi, frammentarsi, vincere, perdere.
Le altre forze politiche meglio nemmeno interrogarle. L’unico discorso che cerca di guadagnarsi una qualche legittimità è quello che parla della migrazione come dell’importazione di forza lavoro necessaria per lavori che nessuno vuol più fare o come fonte di fondi per pagare le nostre pensioni: l’unico discorso che ci pare legittimo rasenta lo schiavismo.

Mi sono sempre chiesto come facessero i tedeschi del secolo scorso a non vedere, o non voler vedere, a rendersi complici di violenze così evidenti per le strade delle città.
Ma se penso che decine, centinaia di morti, violenze inumane, soprusi sono finalizzati a permetterci di vivere indisturbati il nostro quieto benessere, se penso alle voci che ci convincono quotidianamente che quegli esseri umani sono una minaccia concreta per il nostro benestare, se penso alla volubilità della psicologia sociale, capace di assuefarsi anche alla crudeltà più infame e a illudersi che qualcosa non esista solo perché è nascosto alla vista, allora inizio a capire.

Siamo così autocentrati che, se qualcuno preme sulle nostre frontiere o bussa alla nostra porta, gli rispondiamo che non ci serve niente, grazie.
Quando è evidente che se qualcuno ti cerca magari è perché ad aver bisogno è proprio lui.

Carlo Crosato

http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/index.php?s=crosato

Dottorando di ricerca in Filosofia politica. Collaboratore di Micromega: Il Rasoio Di Occam. Autore di: L'uguale dignità degli uomini (2013); e allora? (2014); Dialogare con il Solipsista (2015); Dal laicismo alla laicità (2016); Il non detto (2017).

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